
I LOCALI DI RADIOLOGIA DOVRANNO ESSERE ADEGUAT I
luisa barberis
cairo
È iniziato il conto alla rovescia per l’installazione della nuova Tac dell’ospedale di Cairo. Il macchinario entrerà in funzione tra maggio e giugno, dopo che nei giorni scorsi sono iniziati i lavori per adeguare i locali della Radiologia, che dovranno accogliere la nuova apparecchiatura.
I tempi sono leggermente più lunghi di quanto previsto (in prima battuta si era ipotizzata la consegna della macchina entro fine 2023), ma il nuovo cronoprogramma non cambia la portata dell’investimento, che porterà al San Giuseppe un macchinario di ultima generazione. Si tratta di un Tomografo assiale computerizzato prodotto dalla Siemens Healthcare Gmbh, (modello Somatom XCite), completo degli accessori e dei servizi opzionali e capace di acquisire 128 strati per ogni rotazione di 360 gradi. Vale più di 580 mila euro: 530 mila euro derivanti da fondi Pnrr destinati all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale degli ospedali e altri 50.110 provenienti dal Fondo sanitario di parte corrente. Il conto non è chiuso: per accogliere la nuova Tac dovranno essere adeguati i locali della Radiologia del San Giuseppe e per questo l’Asl sta investendo 200 mila euro per la progettazione e la realizzazione delle opere impiantistiche e architettoniche, propedeutiche all’installazione del sistema stesso.
«I lavori sono in corso – precisa il direttore del distretto delle Bormide, Luca Corti –. La vecchia Tac è stata smontata e rimossa, ora la ditta sta provvedendo ad ammodernare i locali con lavori di muratura e agli impianti elettrici. Fatto questo, bisognerà tenere conto dei tempi che sono necessari per il montaggio della nuova macchina e il collaudo. L’operazione è complessa, ma presto potremo contare su una Tac di ultima generazione, estremamente importante».
L’intervento si inserisce nella corposa trasformazione del San Giuseppe, dove procedono anche i cantieri per realizzare la Centrale operativa territoriale (Cot), che sarà pronta tra marzo e aprile, e la nuova Casa di comunità. La settimana scorsa la ditta incaricata ha finito di montare i ponteggi sulla facciata del nosocomio che si trova di fronte alle scuole elementari (finora gli interventi si erano concentrati lato fiume Bormida), in modo da poter lavorare al terzo piano, quello che tradizionalmente ospitava la riabilitazione.
«Il 29 gennaio inizieranno anche i lavori di adeguamento degli spazi interni al terzo piano dell’ospedale – spiega Corti -. Qui verrà accolta una parte della Casa di comunità, ma tornerà anche l’attività di Cardiologia, le palestre per la riabilitazione e altri servizi ancora».
Il problema è che, almeno per il momento il reparto a gestione infermieristica e la riabilitazione dovranno restare accorpati, visto che non è possibile ricavare un maggior numero di posti letto. Nel frattempo in Valbormida è ripartito il mammografo mobile, ossia il primo camper della Liguria, attrezzato come un laboratorio di radiologia per effettuare l’esame, che è stato comprato dalla Fondazione De Mari e donato all’Asl di Savona. Ieri l’attività si è concentrata a Millesimo, dopo che l’esame era già stato offerto alle donne di Calizzano. —
