Luisa Barberis
Un maxi anello da ben 190 chilometri per collegare i 23 comuni della Valli del Bormida e dell’Erro, dai 711 metri sul livello del mare di Bardineto fino ai 330 di Cairo per risalire ai 1260 del monte Beigua di Sassello e raggiungere Urbe. Una rete per soddisfare la voglia di pedalare di tutti, famiglie, appassionati di verde e natura, aspiranti campioni.
L’entroterra investe sull’outdoor e lancia un progetto che non solo mette d’accordo 23 Comuni, ma si propone di diventare la risposta savonese alla passione per l’escursionismo che sempre più dilaga in Europa. «L’idea nasce dall’assemblea dei sindaci che fanno parte del Bim, il Bacino imbrifero montano – spiega Cristina Lagorio, vicesindaco di Pallare – Abbiamo pensato di dare vita a un progetto per abbracciare le Alpi e gli Appennini, che si incontrano proprio nel nostro territorio, sul Colle di Cadibona, creando una rete escursionistica che sarà il nostro biglietto da visita turistico. Il risultato sono 190 chilometri di sentieri, da Bardineto fino ad arrivare ad Urbe, ma con la possibilità di estendere ancora il tracciato, visto che proprio il comune di Urbe offre la possibilità di agganciarci al passo del Faiallo per attrarre anche il turismo del genovesato. Vorremmo creare una nuova identità territoriale per il nostro entroterra: siamo la provincia più boscata d’Italia, questa rete andrà ad attraversare parchi, riserve naturalistiche e sorgenti. Il Bim si è proposto per coordinare l’azione e ha finanziato la prima fase progettuale».
Lunedì scorso in assemblea i sindaci hanno compiuto i passi istituzionali per andare a intercettare altri finanziamenti e dare corpo all’intervento, che nel complesso vale più di un milione di euro. «Siamo partiti dai sentieri che già esistono e che sono percorribili e abbiamo iniziato a lavorare per connetterli tra loro e valorizzarli – spiega il sindaco di Millesimo, Aldo Picalli – La rete può essere percorsa in bicicletta, a cavallo, ma anche a piedi, visto che abbiamo ipotizzato una ventina di tappe da 15-18 chilometri. Tutte le piste sono tracciate e geolocalizzate, solo che fino ad oggi non c’era una visione comune che invece noi vogliamo dare. Il progetto mette in comunicazione le nostre valli, ma si raccorda anche con la Riviera e il vicino Piemonte. L’Alta via dei monti liguri passa già in Valbormida e in certi punti i due percorsi si fondono. Stiamo lavorando per sviluppare anche una via dei musei, delle chiese, dei castelli, tappe nei vari comuni e anche un’offerta di alberghi diffusi per accogliere gli escursionisti, presentare loro l’enograstronomia». La sfida è soprattutto turistica, come spiega l’assessore ai Lavori pubblici di Cairo Fabrizio Ghione: «Insieme andremo a creare un unico marchio Valli del Bormida e dell’Erro, verrà bandito un concorso per la creazione del logo, del brand, un progetto di identità e marketing territoriale. Tutti i sentieri avranno la stessa cartellonistica. Crediamo che l’entroterra abbia molto da offrire ed è il momento di essere propositivi».
A Cairo oltretutto prosegue in parallelo anche l’iter per creare una rete di piste ciclabili per collegare il centro storico con tutte le frazioni. «Abbiamo incontrato i progettisti, ci hanno già presentato la prima parte della rete per connettere Cairo con Rocchetta».