Da quasi vent’anni la mobilità ciclabile compare nei programmi urbanistici di molti Comuni del savonese. Piste ciclabili, bike lane, percorsi promiscui con pedoni: interventi che nel tempo si sono moltiplicati. Tuttavia manca ancora una vera rete continua che permetta ai cittadini di utilizzare la bicicletta per gli spostamenti quotidiani in sicurezza.

In molti casi le piste sono tratti isolati, difficili da collegare tra loro e spesso poco utilizzati. Abbiamo provato a stilare una sorta di “classifica ciclistica” dei principali Comuni del territorio, assegnando una simbolica maglia in base alla qualità e alla funzionalità delle infrastrutture realizzate.

Savona – Maglia gialla… mancata

Nel capoluogo esistono diversi tratti ciclabili, ma non una vera rete organica.

Il primo intervento è stato realizzato lungo corso Ricci, sulla sponda destra del Letimbro: quasi due chilometri di pista in sede propria tra Lavagnola e corso Vittorio Veneto. Il percorso è protetto dal traffico ma è promiscuo con i pedoni e in alcuni tratti – come in corso Viglienzoni – la presenza degli alberi riduce ulteriormente lo spazio disponibile.

In via Stalingrado la carreggiata è stata ridotta per realizzare due piste ciclabili laterali rialzate rispetto alla strada. L’intervento ha migliorato la sicurezza ma presenta alcuni punti critici: il tracciato attraversa tre rotatorie e obbliga i ciclisti a incrociare frequentemente il traffico veicolare.

Più recente è la pista di via Pirandello, pensata per collegare la stazione ferroviaria con il Campus universitario di Legino. Il tracciato è protetto ma ancora poco utilizzato.

Il collegamento prosegue in via Cadorna, dove però lo spazio ridotto ha imposto la realizzazione di una semplice bike lane, una striscia disegnata sull’asfalto che non separa i ciclisti dalle auto.

Infine c’è il progetto di via Nizza, uno degli interventi più imponenti: due piste ciclabili laterali protette che accompagnano l’uscita della città verso Zinola e Vado. Il limite è evidente: mancano ancora collegamenti efficaci con il resto della città.

In sintesi Savona dispone di diversi tratti ciclabili ma non di una rete continua capace di collegare centro, lungomare, stazione e quartieri periferici.

Vado Ligure – Maglia verde

Tra i Comuni del territorio, Vado Ligure è quello che più si avvicina all’idea di una pista ciclabile realmente funzionale.

Il percorso sul lungomare collega il confine con Bergeggi fino a Savona. La pista è larga, illuminata, a doppio senso di circolazione e completamente separata dal traffico automobilistico. Il tracciato attraversa spiagge, aree sportive e spazi pubblici, offrendo un percorso sicuro e panoramico.

L’unico limite era rappresentato dall’interruzione davanti alla Capitaneria di Porto, ma sono in corso lavori per aggirare l’edificio e proseguire verso il polo della pesca.

Varazze – Maglia azzurra

Uno degli esempi più virtuosi della costa è la pista ciclabile realizzata dai Comuni di Varazze, Cogoleto e Arenzano sfruttando l’ex sedime ferroviario.

Il percorso si sviluppa per chilometri tra gallerie e tratti a picco sul mare, completamente separato dal traffico automobilistico. È una ciclovia di grande valore turistico e paesaggistico.

L’unico limite è rappresentato dalla presenza dei pedoni, perché il tracciato è promiscuo. Non si tratta quindi di un percorso pensato per una mobilità veloce, ma resta uno dei migliori esempi di ciclabilità della Riviera.

Albissola Marina – Maglia fantasma

Il caso più curioso è quello di Albissola Marina. La Passeggiata degli Artisti può essere utilizzata dalle biciclette solo nei mesi invernali. Durante l’estate scatta il divieto per evitare conflitti con il grande afflusso turistico.

Di fatto la pista ciclabile esiste solo per una parte dell’anno, trasformandosi in una sorta di infrastruttura “stagionale”.

Albisola Superiore – Maglia di partecipazione

Ad Albisola Superiore la mobilità ciclabile è rappresentata soprattutto da una bike lane tra Albisola, Luceto ed Ellera: una semplice striscia verniciata sull’asfalto che dovrebbe indicare lo spazio dedicato ai ciclisti.

Il problema è che in diversi tratti la carreggiata è piuttosto stretta e il traffico veicolare resta intenso. In queste condizioni la bike lane rischia di essere poco più di un segnale simbolico: le auto continuano a transitare a pochi centimetri dalle biciclette e la percezione di sicurezza resta molto bassa.

Più che una vera pista ciclabile protetta si tratta quindi di un compromesso minimo, difficilmente in grado di convincere cittadini e famiglie a utilizzare la bicicletta per gli spostamenti quotidiani.

Il vero problema: i collegamenti

Il limite più evidente della mobilità ciclabile nel savonese non è tanto la mancanza di singole piste, quanto l’assenza di un sistema continuo.

Servirebbero collegamenti che consentano di passare dalla periferia al centro e raggiungere in sicurezza i principali punti di interesse: il lungomare, la fortezza del Priamar, il centro storico, la stazione ferroviaria, le scuole e gli uffici pubblici.

Senza questi collegamenti le piste ciclabili restano tratti isolati, utili per brevi passeggiate ma poco efficaci come vera alternativa all’automobile.

Gli esempi virtuosi non mancano, anche vicino a noi. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare i singoli interventi in una vera rete ciclabile urbana e territoriale.


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