Si terrà oggi l’incontro tra il sindaco Marco Russo e Monica Cirone, direttore delle professioni della Asl 2, dopo la decisione di chiudere i consultori di via Zara e via Chiappino per accentrare i servizi nella Casa di Comunità di via Collodi.

Una scelta che ha sollevato forti proteste istituzionali e civiche perché colpisce due quartieri popolari di Savona, abitati in larga parte da persone anziane, disabili e cittadini fragili. Per molti utenti, raggiungere via Collodi significa affrontare spostamenti lunghi, complessi e spesso impossibili, soprattutto per chi ha difficoltà motorie o non dispone di mezzi propri.

La protesta, figlia della riforma sanitaria regionale entrata in vigore da poche settimane, sta allargando il fronte del dissenso. Il gruppo consiliare Patto per Savona parla di un attacco diretto alla sanità di prossimità e denuncia l’assenza di concertazione con il Comune: decisioni così impattanti, sottolineano, non possono essere guidate da logiche puramente ragionieristiche.

Ancora più duro il consigliere comunale di minoranza Piero Santi, residente nel quartiere di Villapiana, che definisce il trasferimento “un’idea sciagurata”. I vertici Asl, accusa, non conoscono la realtà quotidiana degli utenti abituali dei consultori e del centro prelievi, molti dei quali anziani e con mobilità ridotta.

L’Asl 2 replica sostenendo che la riorganizzazione mira a migliorare accessibilità, qualità e completezza dei servizi offerti. Ma sul territorio cresce il timore che, dietro la parola “razionalizzazione”, si nasconda una riduzione concreta dei diritti, con anziani e disabili costretti di fatto a rinunciare alle cure.

Il confronto di oggi diventa quindi decisivo: in gioco non c’è solo una sede, ma il principio stesso di una sanità pubblica davvero vicina alle persone.