
Un grave lutto ha colpito il mondo della scuola savonese e albisolese. A soli 58 anni, avrebbe compiuto 59 il prossimo 22 febbraio, si è spento il professor Fulvio Cigliuti, docente di Lettere e Storia dell’Istituto comprensivo “Fabrizio De André” di Albisola.
Nato a Savona, dove abitava, aveva affrontato con discrezione e dignità una lunga malattia. Negli ultimi giorni il quadro clinico è rapidamente peggiorato e Fulvio Cigliuti si è spento dopo il ricovero all’ospedale San Paolo. Questa mattina, alle 10.30, l’ultimo saluto nella cappella dell’obitorio, alla presenza di familiari, colleghi e amici.
Diplomato nel 1986 al liceo classico “Gabriello Chiabrera”, aveva scelto l’insegnamento come una vera vocazione. I colleghi lo ricordano per la passione autentica con cui seguiva i suoi studenti, per l’attenzione alle persone prima ancora che ai programmi. Entrato nel 2007 nella scuola media “De André”, è stato per quasi vent’anni un punto di riferimento per intere generazioni di ragazzi albisolesi.
Per un breve periodo aveva insegnato a La Spezia, per stare vicino alla compagna Luisa, ma il ritorno ad Albisola era stato per lui un ritorno “a casa”, tra i suoi studenti e quella comunità che raccontava con ironia affettuosa. Nell’ultimo anno scolastico il rammarico più grande era non poter seguire le sue classi a causa della malattia.
Accanto all’impegno nella scuola, Fulvio Cigliuti seguiva con orgoglio il percorso musicale della figlia Corinna. Aveva condiviso con amici e colleghi il video del concerto del Social Music Project, dove la figlia si era esibita nel gruppo di musica d’insieme diretto dal maestro e professore Dario Caruso.
Proprio Caruso ha voluto ricordare l’amico e collega con una dedica intensa e amara, legata a una riflessione più ampia sul disfacimento della scuola, della sanità e del clima che attraversa il Paese. Una dedica chiusa con parole semplici e dolorose: «Al caro amico e collega Fulvio Cigliuti. Mentre sto scrivendo ha pensato bene di andarsene».
Ad Albisola Fulvio Cigliuti non sarà ricordato solo come un insegnante preparato, ma come una presenza umana, discreta e profonda. Gli albisolesi lo ricorderanno così: un professore che ha saputo lasciare un segno silenzioso ma duraturo, fatto di parole giuste, ascolto e rispetto.
