Non c’è solo il consultorio di via Zara destinato a essere trasferito nella futura Casa di Comunità di via Collodi. Nella stessa struttura confluirà anche il consultorio di via Chiappino. Una scelta già definita dall’azienda sanitaria che ha colto di sorpresa cittadini e Comune di Savona.

A denunciare il metodo è l’assessore al Welfare Riccardo Viaggi: «Trovo incredibile che il Comune non sia stato informato e che decisioni di questo genere non vengano concertate». Un’affermazione che fotografa un problema politico prima ancora che organizzativo.

L’azienda parla di semplice “accentramento” e garantisce che i servizi non verranno tagliati. Ma la questione non è solo dove finiscono i consultori: è come si decide. Spostare presìdi di prossimità incide sull’accessibilità, soprattutto per donne, adolescenti, anziani e famiglie fragili.

Vale la pena ricordare che i consultori familiari, istituiti nel 1975, non sono sportelli qualunque. Svolgono funzioni essenziali su maternità, salute sessuale e riproduttiva, diritti delle donne, sostegno psicologico, adolescenza, migrazione, infertilità, PMA, affido e adozione. Smantellarli o spostarli senza confronto significa indebolire la sanità territoriale.

Sul territorio dell’[ASL 2](chatgpt://generic-entity?number=0) risultano 10 consultori e 45 operatori, con solo 9 strutture pienamente attive. Numeri che dovrebbero suggerire prudenza e dialogo, non decisioni calate dall’alto.

Il Comune annuncia ora incontri con i comitati di quartiere, a partire da Villapiana. Ma il confronto arriva dopo che le scelte sono state ufficializzate.

Se questa è la nuova sanità territoriale, il rischio è chiaro: strutture più grandi, ma istituzioni sempre più lontane dalle persone.