Quasi cento aziende agricole della piana di Albenga rischiano di essere compromesse dal progetto di spostamento a monte della linea ferroviaria Andora–Finale. È quanto emerso dalla prima assemblea pubblica sul tema, organizzata da Sinistra Ingauna.

Nel corso dell’incontro, molto partecipato, imprenditori agricoli e rappresentanti del Comitato territoriale hanno chiarito che non si tratta di un raddoppio ferroviario, ma di uno spostamento della linea, con un consumo stimato di circa 100 ettari di suolo agricolo fertile, danni al patrimonio naturalistico e archeologico e una viabilità profondamente stravolta.

Forte la preoccupazione anche per i possibili effetti sulla salute, legati a anni di cantieri e alla diffusione di polveri. Il Comitato ha annunciato di aver presentato ricorsi al Tar ed esposti all’Unione Europea, che potrebbe arrivare a bloccare l’opera.

Durante il dibattito sono state indicate diverse alternative: investire sul servizio ferroviario aumentando i treni, ripristinare i binari di incrocio, realizzare raddoppi mirati in sede e valutare l’interramento della linea, soluzione già adottata in molti Paesi europei.

Dal mondo agricolo è arrivato un messaggio netto: Albenga rappresenta il cuore dell’agricoltura ligure e sacrificare quasi cento aziende, con pesanti ricadute occupazionali, per benefici ritenuti incerti è una scelta giudicata inaccettabile.

L’assemblea si è svolta in assenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale di Albenga, non ufficialmente invitati. Un’assenza che non è passata inosservata e che alimenta un confronto destinato a proseguire.