
Il rischio era ritrovarsi con un parco eolico “monco”: torri alte 180 metri, ma non attaccate alla rete per raccogliere l’energia elettrica.
Per questo la Provincia di Savona ha detto no al progetto “Bric Sutite” di Altare.
«Non ci sono le condizioni . Non ci sono le condotte per convogliare l’energia elettrica nella rete nazionale, la ditta avrebbe voluto allacciarsi alla sottostazione elettrica di Mallare, che però è stata bocciata dal Ministero dell’Ambiente. Vengono meno anche le ragioni per realizzare il progetto di Altare», sono in estrema sintesi le motivazioni con le quali Palazzo Nervi ha bocciato il progetto, premiando la costanza degli abitanti che per mesi si sono mobilitati per tutelare l’ultima porzione di verde libera dalle costruzioni sulla collina di Altare, al confine con Cairo e Mallare.
«Abbiamo corso un pericolo enorme – spiega oggi Costantino Bormioli, portavoce degli abitanti – Praticamente potevamo ritrovarci con un impianto autorizzato, ma che, una volta realizzato, rimaneva fermo, proprio perché non poteva esser connesso alla rete. Ci sono altri casi in Italia. La Provincia di Savona ha dimostrato attenzione nel verificare fino in fondo che tutti gli aspetti del progetto fossero realistici. Crediamo che la nostra mobilitazione sia stata importante».
L’iter apre anche una nuova stagione per gli abitanti: in un’epoca in cui nessuno sempre più volersi impegnarsi, la voce dei cittadini ha fatto la differenza.
«Speravamo nello stop – spiega ora il sindaco di Altare, Roberto Briano -: per noi è un’ottima notizia. Sappiamo che potrebbe non essere finita qua, ma c’è stato un gran riscontro anche da parte dei cittadini che si sono mobilitati come non mai». Nell’entroterra i comitati nascono come funghi: di recente è nato un gruppo contro un nuovo parco eolico a Pontinvrea, molto nutrito è quello che si batte contro l’ipotesi di un inceneritore in valle. Ha raccolto quasi 6 mila firme per dire no al termovalorizzatore, organizzato assemblee pubbliche e ha promosso un documento, che in sostanza è stato approvato da tutti i consigli comunali della Valle. —
L.B.
