Altare, c’è l’ ok per sei pale alte 180 metri Esplode la rabbia: «Sarà una devastazione»

La protesta
«I provvedimenti impopolari si fanno uscire a Ferragosto. Siamo tutti sconfitti: cittadini, comitato e istituzioni locali. Ma non ci fermeremo, la battaglia continua in Provincia».
Rabbia e sconforto tra gli abitanti di Altare all’indomani del via libera della Regione alla realizzazione del parco eolico Bric Surite: 6 pale alte oltre 180 metri, che andranno ad occupare l’ultimo prato libero dalle costruzioni nei confini di Altare. Per impedire la costruzione, gli abitanti sono in prima linea da mesi: prima hanno dato vita a un comitato e hanno presentato osservazioni al progetto, poi raccolto migliaia firme, organizzato due marce di protesta, un merendino sui prati finiti nel mirino dell’eolico, si sono appellati a tutte le istituzioni. Alla fine, però, venerdì la Regione ha licenziato la valutazione di impatto ambientale (Via), spianando la strada alla costruzione delle torri. E ad Altare è un po’ come se si fosse aperto il cielo.
«Siamo delusi dal comportamento della Regione – ammette Costantino Bormioli, portavoce del Comitato per il no al parco Bric Surite -, perché i suoi rappresentanti non hanno ritenuto di venire sul territorio a toccare con mano un fatto molto semplice. Dopo che costruiranno le nuove pale noi non avremo più un centimetro di prato libero dove passeggiare. Su Altare incombe un altro nuovo progetto, il parco Piccapietre, esistono i parchi Monte Burot e Baraccone dove sono in arrivo due nuove pale. Saremo assediati. Se per la Regione questo non è un impatto ambientale, allora cambino nome alla valutazione. Per noi è una devastazione ambientale, ci stanno schiacciando. Questo comportamento per noi è una grave mancanza da parte dell’ente che ci dovrebbe tutelare. Notiamo anche disparità di trattamento, a ponente i parchi eolici vengono fermati, qui li agevolano».
La battaglia ora continua in Provincia, dove d’ora in poi verrà gestita la pratica. Intanto gli abitanti già ieri sono tornati ad appendere striscioni ai balconi per manifestare, anche in modo visivo, la contrarietà al progetto. «Li avevamo riposti troppo presto». Il Comune di Altare ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso al Tar contro la valutazione Via della Regione. Nei dettagli entra il primo cittadino di Altare, Roberto Briano: «Ho già parlato con i sindaci di Cairo e Mallare, gli altri comuni interessati dal progetto, ci opporremo tutti insieme, in attesa che la Provincia ci convochi per esporre le nostre perplessità. La battaglia non è finita, questa è una valutazione, deve ancora arrivare l’autorizzazione unica. Andremo avanti nel dire no, ribadendo che non siamo per il no a priori, contro l’eolico o il termovalorizzatore, ma ci sono alternative che non devastano il territorio, le comunità energetiche o quelle a rifiuti zero». —
