
Tragedia annunciata sulla SS334.
Segnalazioni ignorate per anni.
Ora chi risponde?
ALBISOLA SUPERIORE – Un’altra vita spezzata sulla SS334 “del Sassello”. Un altro incidente mortale, un altro dramma che colpisce una comunità già segnata da anni di segnalazioni ignorate.
A perdere la vita è stato Francesco Viale, 35 anni, tecnico di radiologia dell’ospedale San Paolo di Savona, rimasto coinvolto in un violento scontro tra la sua moto e un’auto nel tratto del rettilineo dopo il Santuario della Pace. Inutili i soccorsi. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.
Una tragedia che non arriva per caso
Non si tratta di fatalità. Chi vive quel tratto di strada lo denuncia da anni: velocità elevate, limiti ignorati, assenza di controlli e infrastrutture inadeguate.
La segnalazione pubblicata nei giorni scorsi – e documentata anche dall’articolo allegato – parla chiaro: il rettilineo della Pace è percepito come un punto critico strutturale. Non un episodio isolato, ma una situazione cronica.
Un residente racconta di segnalazioni ripetute, PEC inviate, richieste rimaste senza risposta. Un quadro che evidenzia una distanza evidente tra istituzioni e territorio.
Il paradosso dei pannelli: comunicazione senza sicurezza
L’articolo evidenzia un dato emblematico: un pannello luminoso installato da oltre 30 anni e praticamente mai funzionante. Ora sostituito con nuovi dispositivi.
Ma il punto è un altro: un pannello non rallenta le auto.
Il rischio concreto è che si continui a intervenire sul piano comunicativo, evitando il nodo centrale: la sicurezza reale della strada.
Controlli assenti, limiti inefficaci
Il problema è evidente:
- assenza di controlli costanti;
- limiti di velocità non rispettati;
- mancanza di dissuasori efficaci;
- assenza di marciapiedi in tratti frequentati anche da pedoni.
In queste condizioni, ogni giorno diventa un rischio.
Le responsabilità: non solo Anas
È vero: la SS334 è di competenza Anas. Ma questo non può diventare un alibi politico.
I sindaci di Albisola Superiore e Stella hanno il dovere di:
- pretendere interventi immediati;
- chiedere controlli sistematici;
- sollecitare soluzioni strutturali;
- portare il problema ai tavoli istituzionali con forza.
Quando i cittadini denunciano per anni e nulla cambia, il problema diventa politico.
DOMANDE SCOMODE
- Perché per anni le segnalazioni dei cittadini non hanno prodotto interventi concreti?
- Quanti controlli sono stati effettuati realmente su quel tratto?
- Perché non sono stati installati dispositivi efficaci per ridurre la velocità?
- È accettabile intervenire solo dopo una tragedia?
Serve un cambio di passo immediato
Dopo questa tragedia non bastano più cordogli e dichiarazioni.
Servono misure concrete:
- autovelox e controlli frequenti;
- riduzione reale della velocità;
- interventi strutturali (attraversamenti protetti, marciapiedi, segnaletica efficace);
- monitoraggio costante del tratto.
La sicurezza stradale non può essere affidata al caso o alla buona volontà degli automobilisti.
Ascoltare i cittadini prima delle tragedie
Il punto più grave resta uno: le richieste dei cittadini c’erano già.
Questa morte impone una riflessione netta: quante segnalazioni devono ancora essere ignorate prima di intervenire davvero?
Perché quando un territorio parla per anni e non viene ascoltato, ogni incidente smette di essere una sorpresa.
E diventa una responsabilità.
Per comunicati, segnalazioni, contributi: info-press@infoloreleca.com
