
Centrosinistra ancora in equilibrio tra leadership e strategia: il sondaggio fotografa una sfida aperta tra Conte e Schlein, mentre la maggioranza degli italiani non chiede elezioni anticipate.
Un sondaggio Only Numbers fotografa un quadro politico tutt’altro che lineare: gli italiani, nel complesso, non sembrano spingere verso elezioni anticipate, mentre nell’area del centrosinistra resta aperta la discussione su leadership, primarie e profilo del candidato più competitivo per sfidare Giorgia Meloni.
Il dato politico più evidente
La maggioranza del campione si dice contraria alle elezioni anticipate. Ma dentro l’elettorato progressista il tema vero non è solo quando votare: è soprattutto con chi e con quale formula politica presentarsi.
Elezioni anticipate? Prevale il “no”
Alla domanda “Secondo lei ci vorrebbero elezioni anticipate?”, il 61,9% del campione risponde no, mentre il 25,7% risponde sì. Un ulteriore 12,4% non sa o non risponde.
Il favore alle elezioni anticipate cresce soprattutto nell’area dell’opposizione e in alcuni segmenti dell’elettorato del centrosinistra, mentre cala nettamente tra gli elettori di centrodestra e tra i bacini più vicini ai partiti di governo.
Se ci fossero le primarie del centrosinistra
Nel caso di primarie aperte per scegliere il leader e candidato premier del centrosinistra, il sondaggio segnala un testa a testa tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein, con Conte al 30,3% e Schlein al 28% nel totale degli elettori di centrosinistra.
Più staccati gli altri nomi: Matteo Renzi al 7,4%, Nicola Fratoianni al 4,7% e Angelo Bonelli al 4,2%. Una quota significativa, pari al 13,9%, sceglierebbe però uno degli altri leader di partito, segno che il quadro resta tutt’altro che definito.
Interessante anche la distribuzione interna: Conte domina nettamente tra gli elettori M5S, mentre Schlein è largamente avanti tra gli elettori PD. Tra gli elettori di Italia Viva, invece, il nome più forte resta Renzi.
Se la sfida fosse solo Conte-Schlein
Quando il confronto viene ristretto ai due nomi principali, Elly Schlein sale al 40%, mentre Giuseppe Conte si ferma al 35,6%. Restano comunque presenti una quota di indecisi (12,9%) e una parte che dichiara di non voler votare alle primarie del centrosinistra (9,3%).
Anche qui il dato interno ai partiti è piuttosto netto: Schlein prevale largamente tra gli elettori PD, Conte stravince tra quelli del M5S. Tra gli elettori di AVS e di Italia Viva emergono invece orientamenti più frammentati.
Leader di partito o federatore esterno?
Alla domanda su quale debba essere il profilo del candidato del centrosinistra per sfidare Meloni, la risposta prevalente è chiara: il 62,6% indica uno dei leader dei partiti di centrosinistra, mentre solo il 23% preferirebbe un federatore esterno ai partiti. Il restante 14,4% non sa o non risponde.
È un dato politicamente rilevante perché segnala come, almeno in questa fase, l’elettorato di riferimento sembri orientato più verso una leadership riconoscibile e interna alla coalizione che verso una figura terza di mediazione.
Lettura politica
Il sondaggio racconta un centrosinistra ancora in cerca di equilibrio. Da un lato emerge una competizione reale tra Conte e Schlein; dall’altro si conferma che il nodo non è soltanto il nome, ma la capacità di costruire una proposta politica credibile, larga e leggibile dagli elettori. Prima ancora delle primarie, insomma, viene la chiarezza del progetto.
In sintesi
- No alle elezioni anticipate per il 61,9% del campione.
- Nelle primarie aperte del centrosinistra: Conte 30,3%, Schlein 28%.
- Nel testa a testa diretto: Schlein 40%, Conte 35,6%.
- Per il 62,6% il candidato del centrosinistra dovrebbe essere uno dei leader di partito, non un federatore esterno.
Fonte: sondaggio Only Numbers, 20–31 marzo 2026, elaborazione statistica su dati raccolti con metodo CAWI/CAMI.
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