Liguria: il NO prevale e manda un segnale politico chiaro.

23 marzo 2026

Il risultato del referendum costituzionale in Liguria è netto: il NO si impone con il 57,04%, confermando una tendenza chiara in quasi tutte le province.

I dati parlano senza ambiguità:

  • Genova: NO 61,16%
  • La Spezia: NO 55,04%
  • Savona: NO 52,53%
  • Imperia: unica eccezione con il SÌ al 52,76%

Un risultato che, soprattutto nel savonese e nella fascia costiera, assume un significato politico preciso.

Il dato politico

Non si è trattato di un semplice voto tecnico. I cittadini hanno espresso un giudizio chiaro su una riforma percepita come calata dall’alto e poco condivisa.

Anche in territori amministrati dal centrodestra, come gran parte della Liguria, emerge una frattura tra governo e territorio. Il consenso non è automatico, soprattutto quando si interviene su temi delicati come l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Savonese: un segnale da non sottovalutare

In provincia di Savona il NO supera il 52%, con un’affluenza significativa. Un dato che conferma come anche nei territori più esposti a criticità infrastrutturali, ambientali e sociali, i cittadini chiedano risposte concrete e non riforme percepite come lontane dai problemi reali.

È un voto che si inserisce in un contesto più ampio di disagio: sanità in difficoltà, infrastrutture ferme, gestione del territorio spesso contestata.

Un messaggio chiaro

Il risultato ligure è un segnale politico preciso: quando la partecipazione è alta e il voto è così netto, non si può liquidare come episodio isolato.

I cittadini hanno detto NO non solo a una riforma, ma a un metodo. E chiedono più ascolto, più equilibrio istituzionale e soprattutto più attenzione ai bisogni reali dei territori.


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