Caso Delmastro, Conte all’attacco: “Impossibile che non sapesse”
Nell’intervista di Alessandro De Angelis, il leader del M5S chiede la revoca del sottosegretario alla Giustizia e parla di una vicenda che “sembra la sceneggiatura di Suburra”.
Fonte: intervista di Alessandro De Angelis a Giuseppe Conte

Il caso Delmastro continua a pesare sul quadro politico nazionale e ad alimentare uno scontro sempre più duro tra governo e opposizioni. Nell’intervista rilasciata ad Alessandro De Angelis, Giuseppe Conte sceglie una linea netta, senza sfumature: “Impossibile che non sapesse”.
Non è una semplice critica. È un’accusa politica precisa, rivolta non solo al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, ma anche a chi continua a difenderlo a Palazzo Chigi. Per il leader del Movimento 5 Stelle, infatti, la questione non riguarda soltanto eventuali profili giudiziari, ma investe direttamente la credibilità delle istituzioni e il limite di tollerabilità che dovrebbe valere per chi ricopre incarichi di governo.
Il cuore dell’attacco: “Non scherziamo”
Il punto più forte dell’intervista è il rigetto totale della linea difensiva secondo cui Delmastro potrebbe non aver conosciuto il profilo di Mauro Caroccia. Conte liquida questa ipotesi come non credibile: “Non scherziamo”. Il ragionamento è semplice e politicamente molto pesante: se bastava una ricerca elementare per capire il contesto, allora risulta difficile sostenere che un sottosegretario alla Giustizia potesse ignorarlo davvero.
Da qui nasce il cuore della polemica: non si tratterebbe di superficialità occasionale, ma di una scelta compiuta in un’area già ampiamente opaca. E per Conte proprio questo aspetto rende il caso incompatibile con l’incarico istituzionale ricoperto da Delmastro.
Società, affari e contesto opaco
Al centro della vicenda c’è la società di ristorazione fondata nel dicembre 2024 con altri dirigenti di Fratelli d’Italia e con la figlia diciottenne di Mauro Caroccia, indicato come prestanome del clan Senese. È qui che l’attacco di Conte si fa ancora più duro: per il presidente del M5S non è credibile che un esponente di governo possa entrare in società in un contesto simile senza porsi il problema di chi siano i soggetti coinvolti e quale ambiente li circondi.
Il tema, dunque, non è soltanto formale. È sostanziale. Perché se un membro dell’esecutivo, per di più collocato nel delicatissimo settore della Giustizia, decide di fare affari in un contesto anche solo sfiorato da rapporti con la criminalità, il problema diventa immediatamente politico e istituzionale.
La richiesta: revoca immediata per “igiene istituzionale”
Conte nell’intervista non gira attorno al punto. Il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione per chiedere a Giorgia Meloni di revocare l’incarico a Delmastro. La motivazione è espressa con una formula molto chiara: “igiene istituzionale”.
È una definizione che pesa, perché sposta il dibattito fuori dalla logica difensiva del “non c’è reato”. Il punto, per l’opposizione, è un altro: un sottosegretario alla Giustizia può restare al suo posto quando attorno a lui si addensano vicende di questo tipo, tali da minare fiducia, autorevolezza e credibilità pubblica?
Le cene con funzionari del Dap
Uno dei passaggi più delicati richiamati da Conte riguarda le immagini emerse nei giorni scorsi e le cene nel ristorante di Caroccia, alle quali avrebbero preso parte anche funzionari del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. È questo il punto in cui la vicenda assume un profilo ancora più allarmante sul piano simbolico e istituzionale.
Per Conte si tratta di un cortocircuito evidente: la sfera delle relazioni personali, economiche e politiche finirebbe per sovrapporsi in modo improprio a funzioni pubbliche di massimo rilievo. Da qui la frase destinata a restare come cifra politica dell’intervista: “Sembra la sceneggiatura di Suburra”.
Meloni nel mirino
L’altro bersaglio dell’intervista è naturalmente Giorgia Meloni. Conte non si limita a chiedere le dimissioni o la revoca del sottosegretario: chiama direttamente in causa la presidente del Consiglio per la scelta di continuare a difenderlo. Ed è qui che il caso Delmastro diventa una questione che coinvolge l’intero governo.
La critica è politica e frontale: se di fronte a una vicenda simile la reazione è ancora quella della protezione interna, allora il problema non riguarda più il singolo esponente ma il modo stesso in cui il potere viene gestito. Per Conte, in altre parole, non siamo davanti a un incidente isolato, ma a una cultura politica che considera secondaria la trasparenza quando si tratta di tutelare il proprio gruppo dirigente.
Una soglia dello scandalo sempre più bassa
Dal colloquio con De Angelis emerge anche un messaggio più ampio. Il leader del M5S sostiene che si stia abbassando pericolosamente la soglia dello scandalo pubblico. Vicende che un tempo avrebbero imposto una presa di distanza immediata oggi vengono assorbite, relativizzate, minimizzate.
Ed è proprio questo il dato politico più significativo. Non soltanto il merito dei fatti, ma la normalizzazione di situazioni che dovrebbero invece imporre prudenza, rigore e responsabilità istituzionale. Per Conte, la politica non sta esercitando il proprio primato: sta difendendo un meccanismo di autoassoluzione permanente.
Il punto politico finale
Il caso Delmastro, così come ricostruito e rilanciato nello scontro politico di queste ore, non appare destinato a chiudersi in fretta. L’intervista di Giuseppe Conte ad Alessandro De Angelis segna un ulteriore salto di tono e di contenuto: la richiesta di revoca è esplicita, il giudizio sulla vicenda è durissimo, e la responsabilità politica viene fatta ricadere fino ai vertici del governo.
La domanda, a questo punto, è tutta politica: Meloni continuerà a blindare Delmastro oppure prenderà atto che il problema investe ormai la credibilità dell’intero esecutivo? È su questo terreno che si giocherà il prossimo passaggio della vicenda.
Nota: questo articolo rielabora in forma di rassegna stampa i contenuti dell’intervista di Alessandro De Angelis a Giuseppe Conte sul caso Delmastro.
Per comunicati, segnalazioni, contributi: info-press@infoloreleca.com
