Bucci incassa la fiducia della maggioranza in Consiglio regionale, ma il caso dossier sul Secolo XIX resta aperto. Scontro durissimo con le opposizioni: sul tavolo non solo i fatti, ma il ruolo istituzionale del presidente.

Genova. Bucci si difende, la maggioranza lo blinda, ma lo scontro politico esplode. Il Consiglio regionale della Liguria si trasforma in un’arena sul caso dei presunti dossier contro Il Secolo XIX, con il presidente sotto pressione e un’opposizione che ne mette apertamente in discussione l’adeguatezza istituzionale.

Bucci: “Accuse prive di fondamento”

Il presidente prova a uscire dall’angolo respingendo ogni addebito: “Non permetterò che venga infangata l’immagine della Regione Liguria e dei suoi cittadini sulla base di accuse prive di fondamento. Non esiste alcuna volontà di intimidire la stampa”.

Una difesa netta, sostenuta dalla maggioranza, che ha votato la fiducia. Ma non senza tensioni interne: lo stesso Bucci avrebbe richiamato i suoi per il sostegno giudicato inizialmente troppo debole.

L’attacco dell’opposizione: “Non è il suo ruolo”

Durissima la replica del centrosinistra. Andrea Orlando, suo rivale alle ultime regionali, entra nel merito:

“Bucci ha fatto cose che non corrispondono alla sua funzione istituzionale. È stato eletto per far funzionare gli ospedali, non per consigliare quali foto pubblicare o quali spazi dare all’opposizione sui giornali”.

Un attacco diretto che sposta il piano del confronto: non più solo una polemica, ma una questione di ruolo e credibilità istituzionale.

Il nodo Aponte e il documento contestato

Ancora più pesanti le parole del Movimento 5 Stelle. Stefano Giordano punta il dito sul rapporto con l’editore:

“Bucci sembra non voler capire un punto fondamentale: aver interloquito con Gianluigi Aponte affinché potesse esercitare pressioni sul direttore per cambiarne la linea editoriale”.

Una ricostruzione che si inserisce in un quadro più ampio. Secondo quanto emerso, il documento contestato sarebbe stato prodotto da Alfonso Lavarello, figura legata all’editore, sulla base di un report proveniente dallo staff del presidente.

Le altre voci dell’opposizione

Critiche trasversali da tutte le forze di minoranza:

  • Gianni Pastorino: “Bucci non ha convinto per niente”
  • Selena Candia: “Difficile credere alle sue parole dopo quanto emerso”

Il fronte dell’opposizione appare compatto nel mettere in discussione non solo i fatti, ma l’affidabilità politica del presidente.

La maggioranza lo salva, ma il caso resta

Il voto in Consiglio regionale chiude la partita politica nell’immediato: Bucci resta saldo alla guida della Regione grazie alla sua maggioranza.

Ma il caso è tutt’altro che archiviato. Restano aperti i nodi centrali:

  • il rapporto tra istituzioni e informazione
  • l’uso di strutture pubbliche nella gestione della comunicazione
  • i confini tra critica politica e possibile pressione sui media

Una questione politica più ampia

Quello andato in scena in aula non è stato solo uno scontro tra maggioranza e opposizione. È emerso un tema più profondo: il limite entro cui un presidente di Regione può intervenire sul sistema dell’informazione.

La fiducia votata dalla maggioranza non cancella le ombre. E soprattutto non chiude una vicenda che rischia di avere conseguenze politiche ben oltre il Consiglio regionale.

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