Albisola non è una tangenziale: traffico pesante e velocità, il problema ignorato

“Albisola non è una tangenziale: traffico pesante e velocità mettono a rischio sicurezza e qualità della vita. Le soluzioni esistono, serve il coraggio di applicarle.”
Corso Mazzini e via Casarino restano punti critici da anni. I dati sulle Zone 30 dimostrano che le soluzioni esistono. Serve una scelta politica.
Il tema della sicurezza stradale è tornato centrale nel dibattito nazionale grazie al modello delle Zone 30, che sta trasformando la mobilità urbana in molte città italiane. Non è una scelta ideologica, ma una risposta concreta a un problema reale: ridurre incidenti, feriti e vittime sulle strade.
Eppure, mentre altrove si interviene, ad Albisola Superiore alcune criticità restano irrisolte da anni.
Corso Mazzini: il corridoio dei mezzi pesanti
Corso Mazzini continua a essere attraversato da un flusso costante di mezzi pesanti in uscita dal casello autostradale e diretti al porto di Savona. Un traffico che impatta direttamente su un’area urbana densamente abitata.
Le conseguenze sono evidenti:
- rumore e inquinamento
- pericolo per pedoni e residenti
- riduzione della qualità della vita
Una situazione che contraddice qualsiasi idea moderna di città vivibile.
Via Casarino: velocità fuori controllo
Non meno critica la situazione di via Casarino, dove in alcune fasce orarie la velocità dei veicoli è incompatibile con un contesto urbano.
In molti tratti la percezione è chiara: più che una strada cittadina, sembra una pista. E gli incidenti, anche mortali, avvenuti negli anni lo confermano.
Zone 30: i numeri che non si possono ignorare
I dati parlano chiaro:
* Riduzione significativa degli incidenti
* Meno feriti sulle strade urbane
* Fino a quasi il 50% in meno di vittime nei casi più avanzati
Ridurre la velocità non rallenta la città: la rende più sicura.
Il principio è semplice: a 30 km/h diminuisce lo spazio di frenata e aumenta drasticamente la probabilità di sopravvivenza in caso di investimento.
Perché non farlo anche ad Albisola?
La domanda è inevitabile: perché non applicare il limite dei 30 km/h almeno nelle aree più critiche?
Corso Mazzini e via Casarino rappresentano due punti evidenti su cui intervenire. Non servono sperimentazioni teoriche: bastano decisioni concrete.
Il vero nodo è politico
Il problema non è la mancanza di dati o di esempi. Il problema è la mancanza di una scelta.
Continuare a rimandare significa lasciare invariata una situazione che espone cittadini e residenti a rischi evitabili.
La questione è semplice:
ridurre la velocità nelle aree urbane più critiche significa salvare vite.
Non intervenire è una responsabilità.
Una città più sicura è una città migliore
Le Zone 30 non sono una battaglia contro le auto. Sono una scelta di equilibrio tra mobilità e sicurezza.
Ad Albisola Superiore il tema è aperto da anni. Ora è il momento di affrontarlo con serietà e visione.
Fonte: elaborazione su dati e analisi del Corriere della Sera (20 marzo 2026) sul modello delle Zone 30.
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