Anche nella Val Bormida piemontese cresce il fronte del “no” al termovalorizzatore. A dare voce a questa sensibilità è Luciano Cenero, capogruppo di minoranza del Comune di Saliceto, che ha scelto la forma della lettera aperta per rivolgersi al sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini.
Il tono è diretto ma rispettoso, quasi confidenziale. Cenero richiama un incontro passato — “in quella occasione ti ho trovato una persona disponibile al dialogo” — e proprio su questa base costruisce il suo appello. Al centro, la possibile realizzazione dell’impianto in valle: un progetto che, secondo l’esponente di minoranza, richiede “un’analisi molto approfondita” per trovare “una soluzione che vada ben oltre le nostre idee personali”.
Nelle sue parole emerge un legame profondo con il territorio. “Da quando sono arrivato a Saliceto mi sono subito innamorato di questo territorio, ricco di bellezze e tradizioni”, scrive, spiegando di voler contribuire “affinché venga valorizzato nel modo migliore possibile”. Una visione che, suggerisce, “sia in linea anche con il tuo modo di vedere e di costruire il mondo che verrà”.
Il riferimento istituzionale non manca: Cenero richiama la delibera del Consiglio comunale di Cairo Montenotte del 28 aprile 2025, ma soprattutto sottolinea come lo stesso Comune di Saliceto si sia già espresso contro l’impianto: “l’amministrazione ha già deliberato contro il 18 dicembre 2025”. Un passaggio che rafforza l’idea di una posizione ormai radicata nel territorio.
Ma è nella parte finale che la lettera assume un tono più politico e, insieme, più umano. Cenero non si limita a contestare il progetto: invita il sindaco a cogliere un’occasione. “Nel tempo sarai ricordato come un sindaco. Ma oggi hai l’opportunità di diventare il primo cittadino che ha saputo dire di no”, scrive, proiettando la decisione su un orizzonte di lungo periodo.
L’argomento centrale resta quello dell’impatto: “un progetto che impatterà pesantemente sul nostro territorio per i prossimi 30 anni”. Da qui il richiamo alle generazioni future — “molti ti ringrazieranno per questa scelta: soprattutto i bambini, i ragazzi, le mamme” — come destinatari ultimi di una decisione che va oltre la contingenza amministrativa, fino a evocare chi “non si ammalerà grazie alla tua decisione”.
Cenero non nasconde una certa idealità, la definisce lui stesso “forse naïf”. Ma è proprio su questo terreno che fonda il suo appello: “voglio continuare a credere in un mondo migliore, dove la salute e la fratellanza contano più degli interessi economici”.
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