Teatro Chebello gremito a Cairo Montenotte durante l’incontro pubblico organizzato dai comitati della Val Bormida contro l’ipotesi di inceneritore e i nuovi progetti industriali nel territorio.

CAIRO MONTENOTTE – Teatro Chebello gremito e decine di persone rimaste fuori per ragioni di sicurezza. Una partecipazione oltre le aspettative quella registrata ieri sera a Cairo Montenotte per l’incontro pubblico organizzato dal Comitato CulturAmbiente, insieme al Coordinamento No Inceneritore e al Coordinamento Tutela Monte Cerchio.

Secondo gli organizzatori, circa 380 persone hanno preso posto nell’auditorium, mentre altre 35 hanno seguito l’incontro online. Un’affluenza che dimostra quanto il tema del futuro della Val Bormida sia sentito dalla popolazione.

Una partecipazione che non nasce per caso. Dietro questa mobilitazione c’è infatti il lavoro costante dello staff del Coordinamento e delle associazioni coinvolte: un gruppo di persone competenti e motivate che da mesi dedicano gratuitamente il proprio tempo e le proprie capacità per informare i cittadini e promuovere un confronto pubblico sul futuro del territorio.

Un impegno che si traduce in assemblee pubbliche, attività sui social e rapporti con i media, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su temi che riguardano salute, ambiente ed economia della valle.

Il nodo dell’inceneritore

Al centro della serata è tornata l’ipotesi della realizzazione di un termovalorizzatore in Val Bormida, progetto che i comitati contestano da mesi.

Secondo quanto emerso nel dibattito, tra il 70 e l’80% dei rifiuti destinati all’impianto arriverebbe da fuori territorio. Si parla di circa mille tonnellate di rifiuti al giorno, con il conseguente aumento del traffico pesante lungo le strade della valle.

I promotori dell’iniziativa hanno ribadito le ragioni della contrarietà: la distanza dalle aree di produzione dei rifiuti, l’inquinamento prodotto dall’impianto, le criticità ambientali e morfologiche del territorio e la contraddizione con i livelli di raccolta differenziata raggiunti.

Il timore espresso da molti interventi è che la Val Bormida possa diventare un’area di servizio per lo smaltimento dei rifiuti provenienti da altri territori, con ricadute ambientali e sanitarie significative.

Lo studio epidemiologico

All’incontro erano presenti anche i consiglieri regionali Roberto Arboscello, Stefano Giordano e Jan Casella, che hanno illustrato la proposta – approvata all’unanimità in Consiglio regionale – di avviare uno studio epidemiologico sullo stato di salute della popolazione della Val Bormida.

Un’iniziativa accolta positivamente dai comitati, che tuttavia hanno ribadito con chiarezza che la contrarietà all’inceneritore resta ferma, indipendentemente dall’esito dello studio.

Nel dibattito sono intervenuti anche i sindaci di Carcare, Altare e Cosseria, confermando una posizione sempre più condivisa da molte amministrazioni della valle, sia liguri sia piemontesi.

Il tema dell’eolico

Durante la serata è stato affrontato anche il tema dei numerosi progetti eolici previsti nel territorio savonese. Secondo quanto illustrato dai comitati, nella provincia di Savona sono già presenti circa sessanta pale eoliche e ne sarebbero previste un centinaio.

Una concentrazione che molti cittadini ritengono sproporzionata rispetto ad altre province liguri e che alimenta il timore di una nuova stagione di progetti speculativi nel territorio.

Un segnale forte dalla valle

La serata di Cairo Montenotte ha rappresentato molto più di un semplice incontro pubblico. La grande partecipazione dimostra che nella Val Bormida esiste una comunità attenta e pronta a discutere del proprio futuro.

Per molti dei presenti il messaggio è chiaro: la valle vuole essere protagonista delle scelte che riguardano il proprio territorio e non subirle dall’alto.


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