
Consiglio regionale approva lo studio epidemiologico sulla Val Bormida. L’iniziativa nasce da una mozione del capogruppo M5S Stefano Giordano.
Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato una mozione e un ordine del giorno condivisi che impegnano la Regione ad avviare uno studio epidemiologico aggiornato sulla popolazione della Val Bormida, con la pubblicazione dei dati e l’apertura di un tavolo permanente di confronto con Arpal, Asl e rappresentanti dei cittadini.
L’iniziativa nasce da una mozione del Movimento 5 Stelle presentata dal capogruppo regionale Stefano Giordano, alla quale si sono poi aggiunti due ordini del giorno di Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra. Durante il confronto in aula i documenti sono stati modificati e unificati, arrivando infine a un testo condiviso sottoscritto anche dalla maggioranza.
Il risultato finale è quindi un documento approvato dall’intero Consiglio regionale che impegna la giunta a realizzare uno studio scientifico aggiornato sullo stato di salute dei cittadini della Val Bormida, un territorio segnato da una lunga storia industriale e da importanti criticità ambientali.
Giordano: “Servono dati aggiornati sulla salute della Val Bormida”
A spiegare il senso della proposta è stato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano, che ha sottolineato come l’obiettivo della mozione sia prima di tutto scientifico e conoscitivo.
“Questa mozione non nasce da un approccio ideologico né da una contrapposizione pregiudiziale sul ciclo dei rifiuti. Gli studi epidemiologici esistenti sono importanti ma non coprono l’ultimo decennio e non restituiscono una fotografia aggiornata dello stato di salute della Val Bormida”.
Gli studi disponibili sul territorio, infatti, risultano ormai datati. Uno dei principali lavori epidemiologici pubblicati nel 2018 utilizzava dati di mortalità e ricovero riferiti al periodo 2012-2013.
Il nuovo studio dovrà quindi fornire un’analisi aggiornata delle patologie più diffuse, dei tassi di mortalità e del loro andamento storico, cercando di individuare eventuali correlazioni con fattori ambientali e sanitari.
Scarone (M5S Savona): “La Val Bormida ha già pagato troppo”
Sul provvedimento è intervenuta anche la coordinatrice provinciale del M5S Savona Stefania Scarone, da tempo impegnata nel coordinamento delle iniziative sul territorio valbormidese.
“Finalmente si riconosce la necessità di partire dai dati scientifici e dalla tutela della salute dei cittadini prima di qualsiasi altra valutazione. La Val Bormida ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari e merita oggi risposte serie, trasparenza e politiche di sviluppo sostenibile, non nuovi impianti impattanti”.
Scarone ribadisce inoltre la posizione del Movimento sul tema dell’inceneritore.
“Lo studio epidemiologico è uno strumento fondamentale di conoscenza, tuttavia il nostro NO all’inceneritore resta fermo. Continueremo a lavorare insieme ai cittadini e ai comitati per difendere questo territorio e promuovere un modello di gestione dei rifiuti basato su riduzione, riciclo ed economia circolare”.
Secondo la coordinatrice savonese, la Liguria deve guardare a modelli più moderni.
“Non è vero – checché ne dica l’assessore Giampedrone – che l’Europa promuove questa tecnologia. Non la vieta, ma non la considera più una strada strategica per il futuro. Inseguire modelli superati significa restare indietro”.
Il contributo degli altri gruppi
Durante il dibattito sono intervenuti anche altri consiglieri regionali.
Per il Partito Democratico Roberto Arboscello ha invitato a concentrarsi sull’utilità del provvedimento per il territorio:
“Chiedo di fare un esercizio di onestà intellettuale e sgomberare il campo dalla discussione sul termovalorizzatore. Il fine ultimo deve essere produrre un atto utile per la Val Bormida e per i suoi cittadini”.
Anche Jan Casella (AVS) ha richiamato il peso della storia industriale della valle:
“Lo scorso 23 febbraio eravamo a Bragno con i comitati. In Val Bormida quasi ogni famiglia ha una storia di dolore legata alla salute e all’inquinamento. Lo studio epidemiologico è un atto di giustizia per questo territorio”.
La posizione della giunta regionale
L’assessore regionale all’ambiente Giacomo Giampedrone ha proposto di separare il tema dello studio epidemiologico da quello dell’eventuale realizzazione di un termovalorizzatore, sostenendo che il tema della salute pubblica dovrebbe riguardare l’intero territorio regionale.
Parere favorevole allo studio epidemiologico è arrivato anche dall’assessore alla sanità Massimo Nicolò, che ha dichiarato:
“Dal punto di vista sanitario possiamo portare avanti l’indagine epidemiologica, a prescindere da qualsiasi altra valutazione”.
Un primo passo per la Val Bormida
L’approvazione della mozione rappresenta comunque un risultato politico importante per il territorio, perché porta finalmente all’avvio di uno studio scientifico aggiornato su una valle segnata dalla presenza storica di industrie chimiche come Acna di Cengio, Montedison e 3M.
Uno strumento che potrà fornire dati oggettivi e trasparenti, aprendo anche un confronto permanente tra istituzioni, enti scientifici e cittadini.
Per il Movimento 5 Stelle – che ha promosso l’iniziativa con il capogruppo Stefano Giordano e con il lavoro politico sul territorio della coordinatrice savonese Stefania Scarone – si tratta di un primo passo fondamentale per riportare al centro la salute dei cittadini e il futuro della Val Bormida.
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