Giordano (M5S): “Serve chiarezza sui dati sanitari”. Pd e Avs sostengono la richiesta


La Val Bormida al centro del dibattito regionale: opposizioni chiedono uno studio epidemiologico prima di qualsiasi decisione su un possibile inceneritore.

Torna al centro del dibattito politico regionale il progetto di un possibile termovalorizzatore in Liguria e l’ipotesi di localizzarlo in Val Bormida, territorio che da decenni convive con pesanti eredità ambientali legate alle attività industriali del passato.

In Consiglio regionale l’opposizione ha presentato una serie di iniziative per chiedere un approfondimento epidemiologico sulla situazione sanitaria della valle prima di avviare qualsiasi valutazione su nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti.

La prima iniziativa è stata promossa dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano, che ha depositato una mozione con la quale chiede alla Regione Liguria di avviare con urgenza uno studio epidemiologico sulla Val Bormida, analizzando in modo aggiornato i dati relativi a mortalità, patologie e fattori ambientali.

Secondo Giordano, prima di discutere di nuovi impianti industriali è necessario partire dai dati sanitari: un territorio che ha già pagato un prezzo elevato in termini ambientali e sanitari deve essere analizzato con rigore scientifico.

Alla mozione del Movimento 5 Stelle si affiancano due ordini del giorno presentati da Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che vanno nella stessa direzione: chiedere alla Regione di avviare una verifica epidemiologica approfondita sulla popolazione della valle.

A spiegare le ragioni della richiesta è stato il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello, che ha sottolineato come la Val Bormida presenti indicatori sanitari e ambientali che meritano un’analisi accurata. In particolare sono stati richiamati dati relativi alla qualità dell’aria e alla presenza di inquinanti come il benzopirene, registrato dalle centraline di monitoraggio.

Per questo motivo, secondo le opposizioni, qualsiasi ipotesi di nuovo insediamento industriale, come un inceneritore, dovrebbe essere preceduta da un quadro epidemiologico chiaro e aggiornato.

La richiesta arriva in un momento in cui la Regione Liguria sta valutando le manifestazioni di interesse presentate nei mesi scorsi per la realizzazione di un impianto di trattamento finale dei rifiuti.

Proprio per questo motivo, sostengono le opposizioni, serve prima di tutto una fotografia scientifica della situazione sanitaria e ambientale del territorio, per evitare che decisioni strategiche vengano prese senza conoscere fino in fondo l’impatto che nuove infrastrutture potrebbero avere su una valle già segnata da decenni di industrializzazione.

La Val Bormida, ricordano diversi esponenti politici e associazioni locali, ha bisogno di un percorso di sviluppo compatibile con l’ambiente e con la salute dei cittadini, non di nuove servitù industriali.


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