
Cumuli di ceneri residue da inceneritore nel capannone di Bragno, a Cairo Montenotte. La Provincia di Savona ha ordinato la rimozione immediata del materiale e la messa in sicurezza dell’area.
CAIRO MONTENOTTE – La Provincia di Savona ha intimato la rimozione immediata delle ceneri provenienti da inceneritori depositate in un capannone nella zona di Bragno, frazione di Cairo Montenotte. La vicenda riguarda grandi quantità di polveri residue della combustione dei rifiuti stoccate all’interno di un edificio industriale e finite al centro di polemiche politiche e preoccupazioni ambientali.
Secondo quanto emerso, il materiale accumulato sarebbe costituito da ceneri derivanti da impianti di termovalorizzazione. Cumuli di polveri sono visibili anche dall’esterno del capannone, una struttura che presenta evidenti segni di abbandono, con tetto danneggiato e accessi non protetti.
L’ordine della Provincia
Di fronte alla situazione, la Provincia di Savona ha disposto che la società responsabile provveda alla rimozione del materiale e alla messa in sicurezza del sito. L’area dovrà essere riportata alle condizioni previste dalle autorizzazioni ambientali.
Il caso ha attirato l’attenzione anche della politica locale. I consiglieri comunali Giorgia Ferrari e Lisa Tortarolo hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti al Comune di Cairo Montenotte sui risultati delle analisi e sulle azioni che l’amministrazione intende intraprendere.
Le due esponenti dell’opposizione hanno evidenziato come i cittadini chiedano da settimane spiegazioni su quanto sta accadendo e sulle eventuali conseguenze ambientali.
Il nodo delle autorizzazioni
Secondo le prime ricostruzioni, i quantitativi di materiale presenti nel capannone potrebbero essere superiori a quelli autorizzati. Le ceneri derivano dalla combustione dei rifiuti e dovrebbero essere trattate per essere utilizzate nella produzione di materiali per l’edilizia, come il clinker per il cemento.
La presenza di grandi cumuli di polveri ha però sollevato dubbi sulla corretta gestione del deposito e sulle condizioni di sicurezza del sito.
Un caso che riapre il dibattito sull’inceneritore
La vicenda di Bragno arriva in un momento particolarmente delicato per la Val Bormida, dove è in corso un acceso confronto politico e sociale sulla possibile realizzazione di un termovalorizzatore regionale.
Il ritrovamento di grandi quantità di ceneri è stato interpretato da comitati e associazioni come un esempio concreto dei residui prodotti dagli inceneritori. Dopo la combustione, infatti, una parte significativa dei rifiuti rimane sotto forma di scorie e polveri che devono essere comunque gestite e smaltite.
Un elemento che riporta al centro del dibattito la questione della gestione dei rifiuti e delle ricadute ambientali per un territorio che ha già pagato un prezzo elevato in termini industriali e sanitari.
Per comunicati, segnalazioni, contributi: info-press@infoloreleca.com
