Referendum sulla giustizia del 22-23 marzo: secondo i sondaggi saranno gli indecisi a determinare il risultato.

Ormai è chiaro: a determinare l’esito del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia del 22 e 23 marzo saranno soprattutto gli indecisi. Non tanto gli elettori già schierati, quanto quella fascia di cittadini che segue con minore attenzione la campagna referendaria e che potrebbe decidere solo all’ultimo se recarsi oppure no alle urne.

Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da BiDiMedia e pubblicato il 4 marzo, il fronte del resta leggermente in vantaggio, ma la distanza con il No si è progressivamente ridotta. Il trend delle ultime settimane mostra infatti una crescita costante dei contrari alla riforma, un dato che rende la sfida molto più aperta rispetto all’inizio della campagna referendaria.

Il vantaggio del Sì si è assottigliato

Il sondaggio propone tre possibili scenari di affluenza e in tutti i casi il resta davanti. Ma il margine appare minimo, lontanissimo dalle percentuali quasi plebiscitarie ipotizzate nelle prime settimane di campagna, quando alcuni osservatori avevano accreditato i favorevoli anche vicino al 60%.

  • Affluenza al 48%: Sì 51,2% – No 48,8%
  • Affluenza al 51%: Sì 51,8% – No 48,2%
  • Affluenza più bassa: Sì 50,4% – No 49,6%

Nello scenario di partecipazione più debole, la distanza tra i due schieramenti si riduce addirittura a pochi decimali. In pratica, basta uno spostamento minimo dell’elettorato o una diversa mobilitazione nelle ultime giornate per ribaltare il risultato finale.

L’affluenza sarà la vera chiave

Il referendum sulla giustizia non prevede quorum, ma questo non significa affatto che l’affluenza sia irrilevante. Al contrario: proprio perché non esiste una soglia minima di validità, conterà moltissimo la capacità dei due fronti di portare i propri elettori ai seggi.

Secondo la rilevazione, solo il 45% degli intervistati è certo di andare a votare. La percentuale sale al 53% se si includono anche coloro che si dichiarano orientati a partecipare, ma senza una convinzione piena. È qui che si gioca la partita vera: nei cittadini meno politicizzati, meno coinvolti e più mobili nelle loro scelte.

Chi è più motivato ad andare al voto

Il sondaggio prova anche a misurare il livello di mobilitazione all’interno dei diversi elettorati politici. I più motivati risultano gli elettori della Lega e del Partito Democratico, entrambi all’87%. Seguono Fratelli d’Italia all’86%, Alleanza Verdi e Sinistra all’85%, Movimento 5 Stelle all’84% e Forza Italia all’82%.

Più indietro gli elettori di Futuro Nazionale, stimati al 75%, mentre gli elettori di centro appaiono i meno coinvolti, fermi al 69%. Un dato che conferma come una parte importante dell’elettorato resti ancora tiepida e potenzialmente decisiva.

La percezione della vittoria

C’è poi un ultimo elemento interessante. Nonostante il recupero del fronte del No, molti italiani continuano a ritenere probabile la vittoria del . Secondo il sondaggio, infatti, il 55% degli intervistati si aspetta l’approvazione della riforma costituzionale.

È un dato che riflette probabilmente il peso politico della maggioranza di governo e la convinzione diffusa che, alla fine, Giorgia Meloni e i suoi alleati possano riuscire a portare a casa il risultato. Ma la fotografia reale racconta un’altra cosa: la distanza tra i due fronti è minima e nulla è scontato.

Una sfida che si decide negli ultimi giorni

A questo punto la palla passa alla campagna elettorale, alla propaganda e soprattutto alla capacità dei partiti di mobilitare chi oggi è ancora incerto. In una consultazione senza quorum, infatti, non basta avere una posizione favorevole o contraria: bisogna trasformarla in partecipazione reale.

Per questo il referendum sulla giustizia si deciderà verosimilmente negli ultimi giorni. Saranno gli indecisi, i meno interessati, i meno fidelizzati, a stabilire se la riforma passerà oppure no. E proprio questa resta la vera incognita di una consultazione che, almeno nei numeri, appare aperta fino all’ultimo voto.

Nota metodologica

Sondaggio realizzato da BiDiMedia srl. Interviste eseguite tra il 28 febbraio e il 1° marzo 2026. Metodo di raccolta: CAWI / panel. Campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, composto da 1000 intervistati su 1612 contatti totali. Tasso di risposta utile complessiva: 62%. Margine di errore: ±3,1% con intervallo di confidenza al 95%.


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