Referendum giustizia: indipendenza o controllo politico?

Periodo: 24 febbraio – 2 marzo 2026
Tema: Separazione delle carriere, CSM, Alta Corte


Nasce la rassegna stampa settimanale di infoloreleca. Non un semplice riassunto delle notizie, ma uno strumento per capire cosa sta cambiando davvero nell’equilibrio dei poteri dello Stato.

Questa settimana il dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia è diventato apertamente politico.


Di Matteo: “I mafiosi votano Sì”

Nell’articolo di Luca De Carolis pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 2 marzo 2026, il sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo interviene durante la presentazione del libro Perché No.

“I mafiosi voteranno Sì. Questa riforma è una resa dei conti contro quella magistratura che ha indagato a 360 gradi.”

La dichiarazione sposta il confronto dal piano tecnico a quello istituzionale. Secondo Di Matteo, la riforma non interviene sui problemi strutturali della giustizia, ma modifica l’assetto costituzionale intervenendo su sette articoli della Carta.


Cosa cambia davvero

  • Separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri
  • Due Consigli superiori distinti
  • Introduzione del sorteggio per parte dei componenti
  • Nuova Alta Corte disciplinare

Il governo sostiene che la riforma serva a ridurre il correntismo e ristabilire il primato della politica. I critici temono invece un indebolimento dell’autonomia della magistratura.

Il punto politico:
Quando si modifica l’autogoverno della magistratura, si interviene direttamente sull’equilibrio tra poteri dello Stato. Non è un dettaglio tecnico. È una scelta di modello istituzionale.


La domanda della settimana

Se questa riforma passa, la giustizia sarà più efficiente o più controllabile?

E un cittadino comune, davanti a un potere forte, sarà più tutelato o meno?


Fonte: Luca De Carolis, “Di Matteo: ‘I mafiosi votano Sì, la riforma è una resa dei conti’”, Il Fatto Quotidiano, 2 marzo 2026.

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