
Il Consiglio comunale di Spotorno del 2 marzo segna un passaggio politico rilevante: la presentazione del nuovo Piano di Utilizzo del Demanio (PUD), con la previsione di portare al 40% le spiagge libere e libere attrezzate.
Il documento, dopo la pubblicazione sul sito del Comune, sarà oggetto di osservazioni per 30 giorni, prima del voto finale e dell’invio in Regione.
Il punto politico
Il sindaco Mattia Fiorini ha scelto una linea chiara: riequilibrare l’uso del demanio marittimo, concentrando gli stabilimenti nel centro del paese e localizzando le spiagge pubbliche a ponente e levante.
La percentuale del 40% non è casuale. È coerente con l’impostazione derivante dalla Direttiva 2006/123/CE (cosiddetta “Direttiva Bolkestein”), che impone agli Stati membri di garantire concorrenza, trasparenza e non esclusività nell’uso delle concessioni demaniali.
La giurisprudenza europea e nazionale ha ribadito che le concessioni balneari non possono essere prorogate automaticamente e che il bene pubblico deve rimanere accessibile alla collettività. In questo quadro, molte amministrazioni stanno rivedendo i PUD per assicurare una quota significativa di spiagge fruibili gratuitamente.
Il nodo dei balneari
L’associazione di categoria annuncia battaglia legale se la soglia del 40% non verrà ridotta. La critica è politica prima ancora che tecnica: si contesta la rigidità dell’impostazione e la mancanza di margini di trattativa.
Il piano parla di mantenimento delle 40 imprese balneari esistenti, ma con una riorganizzazione: non tutti saranno più stabilimenti tradizionali. Le spiagge libere attrezzate saranno legate alla presenza di chioschi, intesi come piattaforme economiche in grado di sostenere la gestione.
Una scelta che divide
Il capogruppo di opposizione Salvatore Massimo Spiga definisce il PUD una scelta politica non condivisa. Ed è proprio qui il punto: non siamo di fronte solo a una pianificazione tecnica, ma a un modello di sviluppo turistico.
- Più spazio pubblico e accesso gratuito al mare
- Oppure tutela dell’assetto storico delle concessioni
Il quadro normativo
L’Unione Europea non impone una percentuale numerica fissa, ma impone principi di apertura del mercato e tutela del bene pubblico. La soglia del 40% rappresenta quindi una scelta amministrativa volta a dimostrare equilibrio tra uso privato e interesse collettivo.
In Liguria il tema è particolarmente sensibile, perché la pressione delle concessioni è storicamente elevata. Portare la quota di spiagge libere a livelli significativi significa adeguarsi a un orientamento europeo che negli ultimi anni è diventato sempre più stringente.
Conclusione
Il PUD di Spotorno sarà un banco di prova.
Se approvato, rappresenterà una delle applicazioni più nette del principio di riequilibrio del demanio marittimo in Riviera.
Il mare è un bene pubblico. La domanda vera è: quanto deve restarlo?
