
La carenza di medici nel Servizio sanitario nazionale non è più un’emergenza temporanea, ma un problema strutturale. Tra gli emendamenti al decreto Milleproroghe approvati in Commissione Bilancio alla Camera c’è la possibilità, per i medici che lo scelgano volontariamente, di restare in servizio fino a 72 anni. Inoltre, sarà possibile richiamare professionisti già in pensione che non abbiano raggiunto il nuovo limite di età.
Non solo: le Regioni potranno continuare a fare ricorso ai cosiddetti “gettonisti” e, per un periodo limitato, anche a medici non più iscritti all’albo. Misure che confermano una realtà evidente: negli ospedali pubblici mancano camici bianchi.
Il nodo Liguria: territorio fragile e ospedali in sofferenza
In Liguria il problema è ancora più marcato. Regione tra le più anziane d’Italia, con un’alta incidenza di patologie croniche e un territorio complesso tra costa ed entroterra, non può permettersi vuoti negli organici.
- Pronto soccorso in affanno tra Savona e Pietra Ligure;
- Medici di famiglia sempre meno numerosi;
- Presidi come Albenga e Cairo Montenotte progressivamente ridimensionati negli anni.
Il risultato è che intere aree, dalla Val Bormida alla Riviera, dipendono da pochi ospedali hub già sovraccarichi. I cittadini sono costretti a spostamenti sempre più lunghi anche per prestazioni essenziali.
Gettonisti: soluzione o dipendenza?
Nonostante i ripetuti annunci del ministro della Salute Orazio Schillaci di voler superare il sistema dei medici a gettone, la proroga contenuta nel Milleproroghe ne conferma di fatto l’utilizzo.
In Liguria il ricorso ai gettonisti è stato significativo, con costi spesso superiori rispetto al personale strutturato e con evidenti problemi di continuità assistenziale. Si tratta di una soluzione tampone, non di una riforma.
Si continua a spendere di più per garantire meno stabilità.
Un sistema che invecchia
Consentire ai medici di restare in servizio fino a 72 anni è una scelta volontaria e rispettabile, ma segnala una programmazione insufficiente del ricambio generazionale.
In una regione come la Liguria, dove l’età media della popolazione è tra le più alte del Paese, il paradosso è evidente: medici sempre più anziani per una popolazione sempre più anziana.
La questione politica
La maggioranza richiama giustamente l’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute. Ma senza:
- Assunzioni stabili;
- Valorizzazione della medicina territoriale;
- Rilancio dei presidi periferici;
- Condizioni di lavoro adeguate per trattenere i giovani medici;
la sanità pubblica resta in modalità emergenza permanente.
In Liguria questo significa tempi di attesa più lunghi, pronto soccorso congestionati e cittadini che pagano il prezzo di anni di scelte non strutturali. Il Milleproroghe non è una riforma: è la presa d’atto che il sistema sta sopravvivendo. Ma nei territori fragili come il nostro, sopravvivere non basta.
