Ospedale di cairo montenotte

Dall’alluvione dell’ottobre 2024 la Val Bormida è senza un reparto di Radiologia operativo. E mentre si batte la gran cassa per la “nuova Tac”, la realtà quotidiana per i cittadini è ben diversa: per una semplice lastra occorre recarsi all’Ospedale San Paolo di Savona.

La Tac ,attesa dal 2018 e arrivata solo pochi mesi fa e manca ancora un presidio di base come un tavolo radiologico tradizionale.

Dopo la conclusione della convenzione con i privati della Casa della Salute di Cairo per l’espletamento degli esami radiologici, anche per una semplice radiografia i cittadini della Val Bormida sono costretti a spostarsi verso Savona, con disagi evidenti e tempi di attesa conseguenti.

Attualmente a Cairo viene utilizzato un macchinario mobile unicamente per coloro che accedono a quel che è rimasto del Ppi. Per tutti gli altri, il servizio di Radiologia di base non esiste.

Eppure, lo scorso 15 gennaio, sul sito istituzionale dell’Asl2 Savonese si parlava di un reparto che “a regime offrirà un servizio diagnostico completamente rinnovato”. Ad oggi, però, il reparto Radiologia non è attivo: manca il tavolo RX, manca il mammografo e non esiste una data certa per la riattivazione.

Il direttore della Radiologia Levante, Alessandro Gastaldo, replica che in una visione strategica è stata data priorità alla Tac, smentendo l’assenza di anestesisti e precisando che sono già attive tre sedute settimanali con mezzo di contrasto. Tuttavia, per l’acquisto della strumentazione RX e del mammografo occorrerà attendere la conclusione del cantiere edile e l’iter assicurativo legato ai danni dell’alluvione. La riapertura completa viene stimata in 6-8 mesi.

Il nodo politico resta però evidente. Dopo la chiusura del pronto soccorso, il ridimensionamento dei reparti e ora l’assenza della Radiologia di base, l’ospedale di Cairo Montenotte appare sempre più come una struttura depotenziata.

La nuova Tac è certamente un passo avanti, ma un presidio sanitario territoriale non può vivere di annunci o di singole apparecchiature. Vive di servizi completi, accessibili e continuativi.

Oggi, per la Val Bormida, la fotografia è chiara: il “fu ospedale” di Cairo rischia di trasformarsi definitivamente in una scatola vuota, mentre ai cittadini resta soltanto la strada verso Savona per esami che dovrebbero essere garantiti sotto casa.