Tra Albisola Superiore e Savona l’Aurelia Bis è diventata, negli anni, molto più di un’infrastruttura incompleta. È il simbolo di una politica fatta di annunci ripetuti, scadenze mancate e promesse elettorali mai mantenute.

Da oltre vent’anni, a ogni tornata elettorale, l’opera torna al centro dei comunicati ufficiali: “ripartenza imminente”, “ultimi lavori”, “opera strategica per il territorio”. Ma la realtà è sempre la stessa. I cantieri si fermano, gli appalti saltano, le responsabilità si dissolvono.

Nel frattempo, cittadini e pendolari continuano a convivere con traffico cronico, smog e problemi di sicurezza, soprattutto sull’Aurelia e sulla viabilità urbana. Un disagio quotidiano che l’Aurelia Bis avrebbe dovuto risolvere da tempo e che invece continua ad aggravarsi.


Aurelia Bis – Promesse vs Realtà

🗓️ 2001
Promessa: avvio del progetto e soluzione strutturale per il traffico.
Realtà: tempi lunghissimi e nessun beneficio concreto per il territorio.

🗓️ 2011
Promessa: lavori assegnati, opera finalmente in marcia.
Realtà: cantieri a rilento e primi stop.

🗓️ 2022
Promessa: “manca poco”, completamento entro 1000 giorni.
Realtà: il tratto Albisola–Savona resta incompiuto.

🗓️ 2023–2024
Promessa: nuovi appalti e risparmi sui costi.
Realtà: appalto non onorato, lavori minimi e cantiere fermo.

🗓️ 2025
Promessa: opera quasi conclusa.
Realtà: oltre 270 milioni di euro spesi, infrastruttura inutilizzabile.

🗓️ 2026
Promessa: “ripartenza entro fine marzo”.
Realtà: l’ennesimo annuncio, mentre il territorio aspetta ancora.

📌 Conclusione: ogni promessa ha prodotto un rinvio. L’Aurelia Bis è diventata una scadenza elettorale permanente.


Tornando ai fatti, i numeri raccontano una storia chiara: costi lievitati, lavori realizzati solo in minima parte e nessuna vera assunzione di responsabilità politica. Delle verifiche annunciate e delle ipotesi di danno erariale si è parlato molto, ma senza mai arrivare a una resa dei conti seria.

Oggi si parla ancora di ripartenza. Ma tra Albisola Superiore e Savona la fiducia dei cittadini è finita. Non servono più date buone per i titoli dei giornali o per i manifesti elettorali. Servono atti concreti, trasparenza sui costi e chiarezza su chi ha trasformato un’opera strategica in una delle più grandi incompiute del territorio.

Finché questo non accadrà, l’Aurelia Bis resterà quello che è sempre stata: un’opera usata in campagna elettorale e mai restituita ai cittadini.