
Sul progetto del parco eolico SV9 Monte Camulera, tra i comuni di Murialdo e Osiglia, si sta consumando uno dei passaggi più delicati del confronto tra transizione energetica e tutela dei territori interni della Liguria.
Entro la scadenza fissata dal Ministero dell’Ambiente sono state depositate oltre settecento osservazioni da parte di cittadini, comitati, amministrazioni locali e istituzioni. Un numero che rappresenta il segnale evidente di una preoccupazione diffusa per gli impatti ambientali, paesaggistici e sociali dell’intervento.
Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori di grandi dimensioni, con opere di connessione e infrastrutture connesse, in un’area di particolare pregio naturalistico. Le critiche non esprimono una contrarietà ideologica alle rinnovabili, ma la richiesta di equilibrio, pianificazione e rispetto dei limiti del territorio.
Le criticità tecniche e istituzionali
Tra gli elementi più rilevanti emerge la posizione della Provincia di Savona, che ha evidenziato possibili profili di improcedibilità legati anche all’assenza di adeguate infrastrutture di connessione alla rete elettrica nazionale.
Parallelamente, il Consiglio regionale ligure ha espresso contrarietà al progetto, richiamando il tema della saturazione impiantistica e della tutela di paesaggio e qualità della vita nelle aree interne.
Transizione energetica sì, ma non a senso unico
Il caso Camulera riapre una domanda centrale: chi decide dove collocare i costi ambientali della transizione ecologica?
La Val Bormida è un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini industriali, ambientali e sanitari. Oggi chiede che la transizione non si traduca in una nuova concentrazione degli impatti, ma in modelli energetici condivisi e compatibili con le comunità locali.
Un confronto pubblico necessario
Di questi temi si parlerà nell’assemblea pubblica di venerdì 20 febbraio alle ore 20:30, presso la SOMS di Cairo Montenotte (ex cinema Abba), promossa dal Coordinamento No Inceneritore e dal Coordinamento Tutela Monte Cerchio.
L’incontro affronterà la pressione sul territorio tra inceneritori, discariche ed eolico industriale, con l’obiettivo di informare i cittadini e costruire una posizione condivisa a difesa della Val Bormida.
Una partita ancora aperta
Le osservazioni depositate dimostrano che il territorio non è silenzioso. Un dato politico è già evidente: la transizione ecologica funziona solo se è anche transizione democratica.
Senza ascolto, pianificazione e giustizia territoriale, ogni progetto – anche il più “verde” – rischia di perdere legittimità. Ed è questo il vero nodo del Monte Camulera.
