Ad Albisola Capo il decoro urbano sembra vivere su due piani paralleli che non si incontrano mai. Da una parte i cittadini, che segnalano problemi concreti e ben visibili. Dall’altra l’amministrazione comunale, che parla di manutenzione costante. Nel mezzo, come spesso accade, resta la realtà quotidiana.

A farsi portavoce del malcontento è Clementina Trucco, residente del quartiere, che elenca una serie di criticità difficili da ignorare: asfalto dissestato e buche pericolose in via Don Natale Leone e via Balbi, alberi non potati ed erba alta nei giardini di via della Marina, aiuole trascurate e l’archivolto di ingresso principale a via Colombo in evidente stato di abbandono.

Capitolo a parte per la passeggiata “Eugenio Montale”, dove la manutenzione sembra essersi fermata da tempo: ringhiere deteriorate, corselli in cemento ammalorati e ferri ormai a vista, come all’altezza dei Bagni Ultima Spiaggia. Dettagli? No, problemi strutturali che incidono su sicurezza e decoro.

La riflessione della cittadina è semplice quanto pungente: nelle località della Riviera le zone a mare sono solitamente le più curate, anche per evidenti ragioni turistiche. Ad Albisola Capo, invece, la sensazione è opposta. E il dubbio, nemmeno troppo velato, è che questa parte del paese sia diventata di scarso interesse.

Il sindaco Maurizio Garbarini respinge le accuse e rivendica l’attenzione dell’amministrazione verso tutto il territorio comunale, che supera i 32 chilometri quadrati. Secondo il primo cittadino, la manutenzione ad Albisola Capo è costante e l’accusa di trascuratezza viene rimandata al mittente. Anzi, osserva il sindaco, di solito le lamentele arrivano dalle zone collinari e dalle frazioni, non dal lungomare.

A supporto della linea dell’amministrazione, Garbarini ricorda anche gli interventi di riqualificazione in corso sul territorio comunale, finanziati dalla Regione con oltre un milione di euro e attesi da anni.

Tutto legittimo. Resta però un fatto: mentre il sindaco parla di manutenzione “costante”, i cittadini continuano a segnalare buche, ringhiere arrugginite, spazi pubblici trascurati. Forse il problema non è da dove arrivino le lamentele, ma il fatto che continuino ad arrivare. E che, soprattutto, continuino a essere attuali.