Silvia Campese / savona
«Prostrato e distrutto. Appena ne avrà le forze, scriverà alla famiglia per chiedere perdono».
Ha parlato attraverso il suo avvocato Alessio Fornaciari, l’uomo, D.R., 48 anni, che lo scorso 16 dicembre ha travolto e ucciso con il suo tir Valentina Squillace, 22 anni, in corso Tardy e Benech a Savona.
«Sta molto male – ha spiegato il legale che ha lo studio a Reggio Emilia-. È sconvolto e distrutto per l’accaduto e ha ribadito, come dichiarato sin dal primo momento alla polizia locale, di non essersi accorto di nulla e di non essere passato con il semaforo rosso. Non abbiamo ancora avuto modo di visionare il fascicolo delle indagini: è impossibile, quindi, dire di più sulla nostra posizione».
Una tragedia che ha sconvolto la città di Savona l’investimento della giovane studentessa di Giurisprudenza in quella tragica mattinata di pioggia. L’autista è accusato di omicidio colposo: la polizia municipale ha depositato la propria relazione con la ricostruzione dei fatti al pubblico ministero Chiara Venturi. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’autista non si sarebbe fermato al semaforo rosso di corso Tardy e Benech, mentre la giovane stava attraversando sulle strisce (il suo semaforo era verde), nell’incrocio all’altezza di via Servettaz. L’uomo l’avrebbe investita frontalmente, sul lato sinistro, trascinandola per alcuni metri. Andava ai 20 km/h stando alle ricostruzioni dei vigili. «Il mio assistito – dice l’avvocato- conferma di non essersi accorto di nulla. Dice di non essere passato con il rosso: l’ha sostenuto già nei minuti immediatamente successivi all’incidente. Così come ha dichiarato di non avere visto la ragazza e di non essersi accorto di nulla. Attendiamo di conoscere i contenuti della relazione della polizia locale».
In questa fase l’uomo, che è originario del sud Italia, ma per lavoro si trova spesso nella provincia di Reggio Emilia, è a piede libero. L’unica misura nei suoi confronti, in questa fase, è stata la sospensione della patente di guida per 30 giorni e la sanzione per il passaggio con il semaforo rosso. Su questo secondo aspetto, il legale valuterà l’eventuale impugnazione della multa. Intanto si dovrà attendere la chiusura indagini da parte del pubblico ministero.
«Il mio assistito -conclude l’avvocato- è distrutto. Appena sarà in grado di elaborare quanto accaduto, mi ha manifestato l’intenzione di scrivere una lettera per chiedere perdono alla famiglia. Ovviamente, nulla può essere paragonato allo strazio dei genitori. Ma anche lui è, oggi, un uomo annientato dal dolore». —