
In Consiglio comunale succede quello che in politica locale accade più spesso di quanto si dica: non è la maggioranza a tremare, è l’opposizione che si “ri-organizza”. Con effetti immediati e, diciamolo, piuttosto comodi per chi governa.
A Vado Ligure la notizia è di quelle che cambiano il clima in aula: il gruppo di opposizione “Vivere Vado” perde due consiglieri. Roberto Stranieri esce dalla lista e fonda il gruppo misto; Silvia Gallo invece rassegna le dimissioni dal Consiglio per tornare alla vita privata.
Tradotto: la minoranza si ritrova improvvisamente più leggera. In attesa della surroga della Gallo, nel gruppo “Vivere Vado” restano Franca Guelfi (capogruppo) e Roberto Cuneo. Nel frattempo, in aula si aggiunge formalmente un nuovo “attore”, ma la trama per l’opposizione si complica.
Il gruppo misto nasce “per autonomia”
Stranieri – che era stato il più votato della lista (82 preferenze) – motiva l’uscita con la necessità di affermare una propria autonomia politica. La formula è quella della politica “costruttiva, trasparente e inclusiva”, con attenzione ai bisogni delle persone più deboli, tutela del territorio e dialogo con forze istituzionali, economiche e sociali.
Una dichiarazione inattaccabile nei principi. L’unico dettaglio ironico è che questa “politica senza sterili divisioni” nasce, appunto, da una divisione. Ma si sa: in politica il modo più rapido per superare le polemiche è cambiare gruppo e ricominciare da capo.
Da Vado a Savona e Genova: la cornice riformista
Stranieri sottolinea che la scelta non è casuale: richiama i valori del riformismo europeista e del socialismo, collegando la nuova esperienza al progetto politico avviato nel 2021 con “Riformiamo Savona” e al gruppo genovese “Riformiamo Genova”, promosso da +Europa, Italia Viva e Azione.
Insomma: una vicenda nata nel Consiglio comunale di Vado, ma con riferimenti politici che guardano a un perimetro più ampio. Che non è un difetto, ma è un segnale: quando l’opposizione locale si frammenta, spesso la “narrazione” prova a salire di livello per non restare schiacciata dal dato più semplice, cioè la conta dei posti in aula.
Guelfi: “lo apprendo dai giornali”
La capogruppo Franca Guelfi commenta con una frase che, da sola, fotografa il clima: “Apprendo la notizia da Il Secolo XIX e ne prendo atto”. Stop.
Un commento asciutto, istituzionale, quasi notarile. Anche perché a volte, in politica, quando ti manca la maggioranza… almeno non regalare titoli in più del necessario.
Il sindaco Gilardi: maggioranza “rafforzata” e frecciata finale
Il sindaco Fabio Gilardi (Pd) coglie l’occasione per ribadire che gli obiettivi dell’amministrazione non cambiano e che la maggioranza resta “unita e coesa”. Poi invita a una fase di confronto più serena, “nell’interesse esclusivo di Vado”.
Fin qui, diplomazia. Ma Gilardi non rinuncia alla stoccata: ricorda che in campagna elettorale la capogruppo dell’opposizione aveva annunciato dimissioni in caso di sconfitta, e sottolinea come oggi siano stati “i consiglieri eletti e radicati sul territorio” a lasciare il gruppo.
Non è proprio un colpo basso, ma nemmeno un abbraccio. Diciamo un “ti saluto da lontano” con l’eleganza tipica della politica quando intravede un vantaggio.
Morale della storia
A Vado Ligure nasce un gruppo in più, ma l’opposizione si ritrova più divisa. E quando la minoranza si spezza, la maggioranza – inevitabilmente – si rafforza almeno sul piano politico e comunicativo.
È tutto legittimo: dimettersi, cambiare gruppo, cercare un percorso autonomo. Resta però una sensazione: per chi doveva incalzare l’amministrazione, questa fase sembra iniziata nel modo più paradossale possibile. Non contro la maggioranza, ma contro se stessi.
— loreleca

