COMUNICATO STAMPA – Coordinamento No Inceneritore Valle Bormida

Leggiamo con sdegno le indiscrezioni che vorrebbero la Val Bormida come vittima sacrificale per l’inceneritore regionale. La narrazione del “dado è tratto” è una menzogna politica che non si può accettare: la partita è, in realtà, apertissima.

Il paradosso dei numeri: Genova impone, la Valle Bormida paga

Il problema dei rifiuti in Liguria ha un baricentro ben preciso: il Comune di Genova. È inaccettabile parlare di inceneritore in Valle Bormida quando il capoluogo è ancora fermo a una raccolta differenziata che stenta a superare il 50%, mentre i comuni della Valle Bormida sono esempi virtuosi con medie che sfiorano l’80%.

La normativa europea parla chiaro: la gerarchia dei rifiuti impone che riduzione, riuso e riciclo abbiano la precedenza assoluta su qualsiasi forma di smaltimento termico. Prima di progettare camini e forni, la Regione ha il dovere di imporre e realizzare sistemi efficaci di raccolta differenziata a Genova.

Un errore economico e gestionale

Accelerare verso la costruzione di un inceneritore senza una reale valutazione costi-benefici e ignorando i margini di miglioramento della differenziata nel capoluogo non porterà a una soluzione efficiente.

Al contrario, rischiamo di legarci per trent’anni a un impianto costoso e sovradimensionato, che scoraggerà le politiche di riciclo e peserà sulle bollette di tutti i liguri.

Il debito sanitario e morale: la Val Bormida ha già dato

Il punto non è solo tecnico, è morale. La Val Bormida ha già pagato un tributo altissimo. I dati storici e sanitari parlano di un territorio profondamente ferito:

  • Inquinamento pregresso e attuale: decenni di attività industriali pesanti hanno lasciato siti da bonificare e suoli compromessi.
  • Emergenza sanitaria: studi epidemiologici evidenziano picchi di patologie tumorali e respiratorie superiori alla media regionale.
  • Vulnerabilità ambientale: inserire un nuovo camino in una valle a ventilazione complessa è una scelta tecnicamente scellerata e umanamente cinica.

Una resistenza totale

I sindaci liguri e piemontesi della Valle Bormida hanno detto chiaramente: NO all’inceneritore in Valle Bormida. La popolazione è pronta.

La Liguria chiuda il ciclo dei rifiuti dove vengono prodotti e dove non si è ancora fatto abbastanza per differenziarli. Non accetteremo che la salute dei nostri figli venga barattata per coprire inefficienze gestionali.

“La resistenza della Valle Bormida sarà totale.

Loreleca