
La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale ha respinto la richiesta di convocare una Commissione consiliare dedicata al progetto del termovalorizzatore. Una decisione politica che nega un confronto pubblico e istituzionale su una scelta destinata ad avere impatti rilevanti su territori già segnati da pesanti servitù ambientali.
La proposta dell’opposizione puntava a garantire trasparenza, ascolto e coinvolgimento di cittadini e sindaci, a partire dalle comunità che rischiano di pagare il prezzo più alto di questo percorso. Un confronto che, invece, viene chiuso proprio nelle sedi deputate al controllo democratico.
La contraddizione è evidente: mentre il presidente della Regione incontra i sindaci per discutere del progetto, in Consiglio regionale si sostiene che il tema non possa essere affrontato perché è in corso un avviso di manifestazione di interesse. In altre parole, il dibattito politico viene considerato inopportuno proprio nel luogo che dovrebbe garantirlo.
A denunciarlo è il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Stefano Giordano, che annuncia la richiesta formale di una Commissione urgente. Come previsto dal regolamento, la Commissione dovrà essere convocata entro dieci giorni dal deposito della richiesta.
Secondo Giordano, gli indizi indicano che la Giunta regionale avrebbe già individuato l’area per l’impianto: esclusa Scarpino, restano le aree del savonese e la Val Bormida appare sempre più al centro delle ipotesi, senza che i residenti siano stati informati in modo chiaro e trasparente.
Il rischio è quello di un’operazione opaca, gestita lontano dai territori e dalle comunità coinvolte. Per questo il M5S e l’intera opposizione chiedono un percorso pubblico e partecipato: il futuro di un territorio non può essere deciso a porte chiuse, ma deve passare da un confronto aperto con chi quel territorio lo vive ogni giorno.
