
Ancora una volta sull’Aurelia Bis si parla di “ripartenza imminente”, ma senza alcuna garanzia reale. Nell’incontro del 20 gennaio Anas ha rassicurato Regione e sindaci annunciando la ripresa del cantiere entro fine marzo, con l’affidamento dei lavori alla ditta seconda classificata nel precedente bando. Una formula già sentita troppe volte.
Secondo quanto comunicato, a metà febbraio dovrebbe essere effettuato l’atto di collaudo che consentirebbe ad Anas di subentrare formalmente in cantiere anche per gli aspetti di sicurezza e manutenzione. Solo dopo questo passaggio sarà possibile scorrere la graduatoria e riavviare i lavori. Anche in questo caso, però, si parla esclusivamente di ipotesi e tempistiche non vincolanti.
La Regione definisce la riunione “positiva” e ribadisce l’urgenza di completare un’infrastruttura strategica per il territorio. Ma la realtà è che tutto resta appeso ai condizionali: collaudo previsto, ripartenza annunciata, tempi “il più brevi possibile”. Nessuna data certa, nessun cronoprogramma pubblico, nessuna garanzia su eventuali nuovi ritardi.
I Comuni di Savona, Albisola Superiore e Albissola Marina continuano intanto a pagare il prezzo più alto di questa incompiuta: traffico congestionato, aumento dell’inquinamento, problemi di sicurezza stradale e una qualità della vita peggiorata per residenti e pendolari.
Vale la pena ricordare che prima di questo nuovo annuncio ci sono stati anni di promesse elettorali, la rescissione del contratto con la precedente impresa, sopralluoghi andati a vuoto e un cantiere rimasto fermo troppo a lungo. Il tanto evocato “governo del fare”, a livello locale e nazionale, finora non ha portato a termine un’opera fondamentale.
Il punto politico è semplice: finché non si vedranno mezzi, operai e lavori reali, le parole restano tali. Il territorio non ha bisogno di nuove rassicurazioni, ma di certezze verificabili. Sull’Aurelia Bis servono fatti, non annunci. E oggi, purtroppo, i fatti non ci sono.
