
Le dimissioni volontarie della dottoressa Valentina Mordeglia, medico di famiglia ad Albissola Marina, hanno aperto una falla seria nell’assistenza sanitaria locale. Oltre 1.500 assistiti si sono ritrovati, nel giro di pochi giorni, a dover cercare un nuovo medico, con il timore concreto di restare scoperti.
Le comunicazioni dell’Asl parlano chiaro: nessuno resterà senza medico, ma il cambio potrà avvenire solo dal 2 febbraio, giorno successivo alla cessazione dell’incarico. Una rassicurazione formale che, nei fatti, non placa l’ansia dei cittadini.
Non è solo una scelta personale: pesa anche la burocrazia
La dottoressa aveva già parlato direttamente ai pazienti, spiegando che alla base della decisione ci sono motivi personali, ma anche difficoltà legate alla professione: su tutte, l’eccessivo carico di burocrazia che grava sui medici di base. Una denuncia condivisa da molti colleghi e ormai ricorrente in tutta Italia.
Il nodo: ad Albissola non ci sono medici disponibili
Il problema vero, però, è l’assenza di alternative sul territorio. Ad Albissola, di fatto, non risultano medici disponibili. Le procedure avviate dall’azienda sanitaria per trovare un sostituto non hanno prodotto risultati: bandi deserti e nessun professionista disposto a subentrare, nonostante – come ricordato dall’Asl – la zona venga definita “appetibile”.
La “soluzione tampone”: massimali alzati e medici fuori comune
Di fronte allo stallo, l’Asl ha scelto la strada più rapida: alzare i massimali dei medici in zona, consentendo l’accoglienza fino a 1.800 pazienti invece dei consueti 1.500. Ma non tutti hanno accettato la deroga.
Secondo quanto spiegato dal distretto, nessun medico di Albissola si sarebbe reso disponibile: alcuni hanno già superato i 1.500 assistiti, altri hanno rifiutato l’aumento. A dire sì, invece, sarebbero stati medici di Celle, Varazze, Vado e Savona.
Cittadini costretti a spostarsi e sportelli sotto pressione
Il risultato è che molti pazienti saranno costretti a cambiare abitudini e a spostarsi fuori paese per visite, prescrizioni e necessità quotidiane. La situazione scontenta tutti: c’è chi prova ogni giorno a effettuare il cambio medico, sperando che si liberi un posto ad Albissola per decessi o trasferimenti.
La protesta è semplice e concreta: incertezza, difficoltà logistiche e un timore diffuso di restare senza un riferimento vicino, soprattutto per anziani e persone fragili.
Una vicenda che dice molto sulla medicina di base
Questa non è solo una “pratica amministrativa”. È un campanello d’allarme: senza condizioni di lavoro sostenibili per i medici di famiglia e senza un vero piano di rafforzamento della sanità territoriale, queste emergenze rischiano di diventare la normalità.
Albissola oggi, domani altrove.
