
La Procura di Civitavecchia aveva archiviato lo stralcio penale e le motivazioni, senza indagati, restano riservate. La Corte dei Conti non risulta abbia mai concluso la sua istruttoria. E poi c’è lo Stato, che come svelato dal Corriere, regala la carcassa dell’Airbus agli ex commissari Alitalia alla cifra simbolica di 1 euro, dopo averci investito almeno 168 milioni. Finisce in cavalleria la storia dell’“Air Force Renzi”, l’aereo governativo da 300 posti preso a “sub-noleggio” nel 2016 da Etihad – già socia al 49% di Alitalia – e fatto volare solo 88 volte in 2 anni, alla media di 23 passeggeri per volta.
Tu vuo’ fa l’americano
L’idea di un aereo di Stato nel 2014
Partiamo dall’inizio. Con l’arrivo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi nel 2014, nasce l’esigenza, per lo Stato, di dotarsi di un aereo per missioni istituzionali, che da un lato abbia la stessa capacità e autonomia di un grande jet intercontinentale, ma dall’altro possa evitare le perdite di tempo di un volo di linea. Serve un apparecchio civile ma “esclusivo”. Sul modello dell’Air Force One americano, ma più capiente. Tra il 2015 e il 2016 viene individuato un Airbus A340 quadrimotore da 300 posti, un modello pensato per il lungo raggio ma già allora considerato complesso e costoso da gestire. L’aereo proviene da Etihad Airways, da poco entrata in Alitalia con il 49%. Il cuore dalla storia però è il modello economico: non un acquisto diretto, ma una struttura contrattuale articolata. Una specie di triangolazione, visto che Etihad mette l’aereo a disposizione, Alitalia entra come “intermediario” contrattuale e lo Stato italiano, non potendo firmare un leasing con una società extra-Ue, opta per un “sub-noleggio” tra Ministero della Difesa e Alitalia, firmato il 17 maggio 2016.
Il contratto
Leasing, lavori e addestramento: 168 milioni
C’è poi un secondo accordo, tra Alitalia ed Etihad, firmato il 9 giugno 2016 a Dublino, strutturato in quattro principali voci di spesa: leasing (81 milioni), manutenzione (31 milioni), handling (12 milioni) e addestramento dei piloti (quasi 4 milioni). Per il noleggio dell’Airbus A340, Alitalia versava a Etihad 512.198 dollari al mese, ma incassava 590.889,60 dollari dalla Direzione degli armamenti aeronautici e per l’aeronavigabilità (Armaereo), l’ufficio della Difesa responsabile anche della gestione degli aerei di Stato. La spesa finale sarà quantificata in 168 milioni in 8 anni.
“Aereo blu”
Il volo esclusivo di Alfano e gli 88 decolli
L’A340 viene usato per missioni istituzionali, ma resta costantemente al centro di critiche per costi/efficienza e viene etichettato mediaticamente come “Air Force Renzi”, anche se alla fine dei conti pare che l’ex premier non ci abbia mai viaggiato. È proprio il Fatto, due anni dopo, con Toni De Marchi e Carlo Tecce, a recuperare attraverso un accesso agli atti a Palazzo Chigi il resoconto degli 88 viaggi effettuati. Ce ne sono alcuni piuttosto eloquenti: il volo Roma-Marsiglia, andata e ritorno, 600 km in tutto, con a bordo 7 persone tra cui l’allora ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Oppure il Roma-Abu Dhabi-Algeri-Bruxelles-Roma del 21 gennaio 2018, con a bordo un solo passeggero, l’allora ministro degli Esteri Angelino Alfano, che ha usato l’aereo di Stato per una ventina di missioni istituzionali. In totale una media di 23,1 passeggeri a tratta.
Lo stop
Nel 2018 Conte blocca tutto: l’airbus resta al palo
Con l’arrivo del governo Conte I, la scelta è di bloccare l’operazione. Il 22 agosto 2018 i commissari straordinari cancellano l’intesa con Etihad, mentre il 31 agosto il ministero annulla l’accordo con Alitalia. Qui, secondo quanto riportato ieri dalla Verità, lo Stato versa circa 54 milioni ad Alitalia, una parte dei quali finisce nelle casse degli emiratini e l’Airbus A340 – nonostante i suoi 67 metri di lunghezza – rimarrà parcheggiato a Fiumicino.
Le inchieste
Civitavecchia indaga e poi archivia
Nel frattempo però il caso finisce sulla scrivania dei pm. Quando l’11 maggio 2017 viene dichiarata l’insolvenza di Alitalia, la Procura di Civitavecchia apre un’inchiesta per bancarotta, a carico di vari ex amministratori e sindaci della compagnia di bandiera tra il 2014 e il 2016, fra cui Luca Cordero di Montezemolo, Roberto Colanino e Giovanni Bisignani. In tale contesto, Etihad viene considerata dai pm “responsabile civile”. Ma uno stralcio del fascicolo principale riguarderà proprio l’ “Air Force Renzi”, che secondo vari soggetti avrebbe dato il colpo di grazia ad Alitalia. Tuttavia, questo filone non porterà ad ulteriori sviluppi giudiziari se non, nel 2024, all’archiviazione dell’indagine dei pm laziali.
Eccoci dunque ai giorni nostri. O meglio, al 2023. Mentre infatti l’Airbus marcisce nell’hangar di Fiumicino, come svela il Corriere, nel silenzio più totale l’aereo viene rivenduto da Etihad Airways ai commissari straordinari di Alitalia alla cifra, simbolica, di appena 1 euro. L’ennesimo affare-flop di questa storia: anche vendendola come rottame, dalla carcassa dell’Airbus A 340 sarebbe potuta rientrare nelle casse pubbliche una cifra di certo superiore a 1 euro.
