I dati ufficiali su presenze in Consiglio comunale e redditi dichiarati degli amministratori di Savona offrono uno spaccato interessante – e politicamente rilevante – sul funzionamento concreto della rappresentanza locale nel 2025.

Tutte le assenze risultano formalmente giustificate, come previsto dalle norme. Ma l’incrocio tra continuità di presenza e situazione reddituale pone una domanda di merito: quanto l’occupazione professionale esterna incide sulla possibilità di esercitare pienamente il mandato elettivo?

La classifica delle presenze

10 presenze su 10 – sempre presenti

Paolo Apicella, Massimo Arecco, Roberto Besio, Andrea Bruzzone, Luca Burlando,
Massimiliano Carpano, Carla Ferone, Chiara Ferrando, Alessandra Gemelli,
Marisa Ghersi, Aurora Lessi, Marco Lima, Francesco Lirosi, Giovanni Maida,
Manuel Meles, Marco Pozzo, Marco Ravera.

9 presenze (1 assenza giustificata)

Margherita Coppo Zxamaj, Daniela Giaccardi, Luigi Lanza, Fabio Orsi,
Aureliano Pastorelli, Eleonora Raimondo, Pietro Santi, Maurizio Scaramuzza.

8 presenze

Carlo Frumento, Renato Giusto, Federico Miji.

7 presenze

Luca Aschei, Angelo Schirru.

Più assenze (4, tutte giustificate)

Andrea Frigerio, Maria Adele Taramasso.

La classifica dei redditi dichiarati (lordi)

Redditi più alti

  • Silvio Auxilia (assessore al Bilancio): €333.382
  • Lionello Parodi (assessore ai Lavori pubblici): €189.904
  • Renato Giusto (consigliere): €205.000
  • Angelo Schirru (consigliere): €169.000
  • Margherita Coppo Zxamaj (consigliera): €165.000
  • Marco Russo (sindaco): €142.000

Fascia medio-alta

Gabriella Branca (€126.000), Nicoletta Negro (€119.000),
Luca Aschei (€116.000), Franco Lirosi (€110.000).

Fascia medio-bassa

Chiara Ferrando (€66.000), Giancarlo Frumento (€47.000),
Massimo Arecco (€46.000), Giovanni Maida (€40.000),
altri consiglieri con redditi compresi tra €30.000 e €15.000.

Redditi più bassi

Aurora Lessi (€5.000), Marco Ravera (€10.000), Manuel Meles (€2.600).

Il nodo politico

I numeri suggeriscono una lettura chiara: le presenze più costanti si registrano spesso tra consiglieri con redditi più bassi o con minori carichi professionali esterni, mentre le assenze – pur legittime – tendono a concentrarsi tra chi svolge attività lavorative ad alta intensità e con redditi elevati.

Non si tratta di una valutazione morale né personale. È una questione strutturale. L’attuale modello di impegno amministrativo consente davvero a tutti, allo stesso modo, di esercitare pienamente il ruolo di rappresentanti dei cittadini?

La trasparenza su presenze e redditi è un fatto positivo. Ma ora serve una riflessione politica più ampia su tempo, ruolo e condizioni del mandato pubblico. Perché la presenza non è un dettaglio: è parte essenziale della democrazia locale.