
CAIRO MONTENOTTE – La Procura di Genova ha chiuso l’indagine sulla società Ecocem chiedendo il rinvio a giudizio dei suoi amministratori per presunta gestione illecita di rifiuti. Secondo l’accusa, polveri e ceneri provenienti anche da impianti di termovalorizzazione piemontesi sarebbero state stoccate nei capannoni di Cairo oltre i limiti autorizzati e in parte smaltite in modo illecito.
Il pubblico ministero Marco Zocco contesta i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e gestione non autorizzata di rifiuti. Gli imputati sono i manager Alessandro Allasia, Manlio Mana e Mauro Mana, che compariranno all’udienza preliminare del 29 gennaio davanti al giudice Martina Tosetti.
L’inchiesta, avviata nel maggio 2022 dopo un controllo del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei carabinieri, ha portato a verifiche su ingenti quantitativi di ceneri e materiali inerti da combustione presenti nei capannoni. L’autorizzazione provinciale consentiva uno stoccaggio massimo di 4.500 metri cubi, ma secondo la Procura il quantitativo reale sarebbe stato di circa 16.000 metri cubi. Una parte del materiale – sempre secondo l’accusa – sarebbe stata smaltita illecitamente, con un presunto profitto di circa 850 mila euro.
La Provincia di Savona ha revocato l’autorizzazione alla Ecocem. Il Comune di Cairo Montenotte ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile per chiedere un eventuale risarcimento. Il caso riaccende l’attenzione sulla gestione dei rifiuti in Val Bormida, proprio mentre si discute dell’ipotesi di un nuovo inceneritore sul territorio.
