Mauro Camoirano
Amministrazioni comunali e cittadini uniti contro il progetto di parco eolico del Monte Camulera. Questa sera, alle 20,30, assemblea pubblica presso l’Imbarcadero di Osiglia. L’appuntamento segue quello già organizzato venerdì nel salone parrocchiale di Murialdo, e servirà per compattare il fronte del “no” anche alla luce dei termini, che si chiuderanno il 14, per presentare le osservazioni al progetto nell’ambito della procedura di Via. 
Le stesse amministrazioni comunali sono al fianco dei cittadini, come conferma il sindaco di Murialdo, Michele Franco: «Un progetto deturpante che porterà più disagi e criticità che benefici»; e il sindaco di Osiglia, Paola Scarzella: «Condividiamo le perplessità, che si traduranno in osservazioni, per l’impatto di tale impianto, tra l’altro, ancora una volta, calato dall’alto senza alcun confronto con il territorio e con informazioni sommarie che comunque confermano l’inadeguatezza per il nostro territorio». 
Mentre la Provincia, spiega il presidente Pierangelo Olivieri, «quale ente deputato ad una valutazione tecnica h già espresso un giudizio di improcedibilità perché mancano elementi, riservandosi, appena dopo le festività, di affrontare con gli uffici la questione più nel dettaglio a fronte anche di evidenti perplessità sull’impatto delle pale». 
Il progetto, denominato SV9 Monte Camulera, proposto da una società piemontese, prevede 6 pale eoliche alte circa 200 metri e si svilupperebbe tra Osiglia e Murialdo. Spiega, il portavoce del fronte contrario, Walter Orsi: «Gli interventi partirebbero da frazione Valle, a Murialdo, con la viabilità di servizio che raggiungerebbe il Monte Camulera, prezioso per le sue peculiarità naturalistiche e storiche, proseguendo in crinale sino al Bric del Mortaio e quindi nuova viabilità di servizio sino ad Osiglia. Per ogni pala, alta quasi 200 metri e visibile sin dal Piemonte, sarebbe realizzata una piazzola di 4700 mq; e i 23 km di viabilità previsti sono del tipo da consentire il passaggio di mezzi pesanti da 12 assi. Una vera ferita sul territorio: è come voer far entrare un elefante in un negozio di cristalli. La sproporzione tra benefici reali e impatto territoriale è evidente»