
Un nuovo progetto eolico torna a incombere sulla Val Bormida. Questa volta l’attenzione degli operatori del settore si concentra sui territori di Osiglia e Murialdo, dove la società High Power di Torino ha presentato il progetto “Monte Camulera”, che prevede l’installazione di sei pale eoliche alte circa 200 metri sui crinali montani.
La reazione del territorio non si è fatta attendere. I cittadini si sono già organizzati in un comitato spontaneo e, dopo un primo incontro a Murialdo, è stata convocata un’assemblea pubblica per lunedì 5 gennaio alle ore 20.30 all’Imbarcadero di Osiglia. Un passaggio decisivo perché, come sottolineano i promotori, il progetto può ancora essere fermato, ma solo agendo prima della scadenza del 14 gennaio, termine ultimo per la presentazione delle osservazioni.
Un iter poco trasparente: oltre 500 pagine “scoperte” a dicembre
Uno degli elementi che ha fatto scattare l’allarme è la scarsa trasparenza dell’iter. La documentazione – oltre 500 pagine – è comparsa sul sito del Ministero dell’Ambiente solo il 15 dicembre, mentre un primo atto risalirebbe al 6 ottobre, senza che il territorio venisse informato in modo adeguato.
Come spiega Walter Orsi, tra i residenti che hanno aderito al comitato spontaneo:
«Se questo parco dovesse essere realizzato, vuol dire che le nostre montagne verranno sventate. Senza contare i 23 km di viabilità che verrebbe tracciata in mezzo ai boschi. E poi: a fronte di cosa? Quali sono i benefici reali di questo parco? Siamo in una fascia medio-bassa di vento, eppure i progetti si moltiplicano».
Il nodo tecnico: misurazioni del vento fatte dopo, non prima
Tra le criticità più contestate emerge un punto tutt’altro che secondario: l’assenza di misurazioni anemometriche preliminari. Secondo i cittadini, l’iter sarebbe partito senza installare anemometri per verificare la reale disponibilità di vento; solo ora la società avrebbe presentato richieste per posizionarli. Un’anomalia evidente per un impianto di questa scala, che dovrebbe fondarsi su dati solidi e verificabili.
I sindaci: “No” netto da Murialdo e Osiglia
Sul fronte istituzionale, le posizioni risultano chiare.
Il sindaco di Murialdo, Michele Franco, presente all’incontro di venerdì, ha dichiarato:
«Noi siamo contrari al progetto. Abbiamo approfondito la cosa, l’abbiamo valutata e la nostra posizione è di totale opposizione. Dal Ministero non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale, ma abbiamo già visto parecchie lacune: per esempio il fatto che non hanno montato gli anemometri per valutare il vento. Andava fatto prima di avanzare il progetto, non dopo. E lo faremo notare nelle osservazioni».
Il “no” è stato ribadito anche dalla sindaca di Osiglia, Paola Scarsella:
«Io mi sono sempre espressa contrariamente. Il Comune era rappresentato da un nostro consigliere. La maggior parte di noi è contraria e ne parleremo anche in consiglio. Non abbiamo documenti ufficiali dal Ministero, ma un progetto che pare un copia e incolla di altri iter, senza approfondire le specificità del territorio. Per noi questo parco è impattante: ci sarebbe da rimuovere una montagna e c’è anche un aspetto storico e paesaggistico, con un cippo che ricorda una battaglia della Seconda Guerra Mondiale. Ringrazio i cittadini per essere al nostro fianco a protezione della natura e del paesaggio».
Partecipare ora: lunedì sera l’assemblea pubblica
La partita non è ancora chiusa, ma il tempo è poco. Per questo l’invito è chiaro: partecipare, informarsi e contribuire con osservazioni motivate.
L’assemblea pubblica si terrà lunedì 5 gennaio alle ore 20.30 all’Imbarcadero di Osiglia. È un appuntamento aperto a cittadini e amministratori, con l’obiettivo di chiarire i contenuti del progetto, le criticità già emerse e gli strumenti concreti per intervenire prima della scadenza del 14 gennaio.
Non è una battaglia “contro le rinnovabili”. È una scelta di merito: difendere un territorio fragile da un intervento percepito come sproporzionato, calato dall’alto e, soprattutto, ancora privo di basi tecniche convincenti.
