
Ripartirà da dove ha concluso, l’avvocato. Contro il riarmo. Una battaglia ormai identitaria per i Cinque Stelle, nonché il tema di un emendamento e di un ordine del giorno alla manovra, illustrati alla Camera nella maratona notturna del 29 dicembre proprio da lui, da Giuseppe Conte, con le destre a fare spallucce e il Pd che si è astenuto. Per giunta, con il dem Piero Fassino a criticare dal microfono l’ex premier – “così si fa credere agli italiani che ci stiamo predisponendo a fare la guerra” – per il disappunto ostentato del Movimento. Schermaglie che non incidono su una certezza, ossia che nel 2026 il M5S (ri)punterà innanzitutto sul no all’aumento delle spese militari, in Italia come in Europa.
Per questo lavora a una nuova, grande manifestazione contro il riarmo tra fine febbraio e inizio marzo a Roma, già teatro del partecipatissimo corteo del 5 aprile scorso. Non a caso Conte pensa al bis, peraltro a ridosso del voto per il referendum sulla separazione delle carriere, che dovrebbe tenersi nella seconda metà di marzo. Però il cardine dell’evento resterà il no alle nuove spese militari, sul modello di “No Rearm, no War”, l’evento del giugno scorso nella sede del parlamento olandese a L’Aia, dove i 5Stelle raggrumarono rappresentanti di 15 tra partiti e movimenti europei contro l’aumento degli investimenti in armi nei Paesi Nato. Per questo, il capogruppo in Europa Pasquale Tridico e lo staff del Movimento da settimane preparano politicamente il terreno alla nuova manifestazione. E chissà se una delegazione del Pd farà capolino, come accadde per il corteo di aprile. Ma Conte andrà comunque dritto sul tema, convinto che sia cruciale per erodere consensi a Giorgia Meloni, ancora altissima nei sondaggi. “Con il passare del tempo, la gente si renderà conto sulla sua pelle delle conseguenze delle politiche del governo” teorizza da settimane l’ex premier con i suoi. E la facile equazione “più armi, meno stato sociale” è una delle leve per attaccare la presidente del Consiglio, a cui ieri ha comunque telefonato per assicurarle che “il M5S c’è per tutti gli interventi per l’assistenza agli italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana in Svizzera”. Ma il fairplay istituzionale non c’entra con i piani dell’avvocato. Deciso a rilanciare anche con iniziative territoriali. L’idea è di verificare nelle varie regioni i contraccolpi della legge di stabilità del governo: “Una cartella esattoriale” come l’ha bollata ieri Stefano Patuanelli, capogruppo in Senato e probabilissimo nuovo vicepresidente del Movimento. Da lì, si vorrebbe allargare tutto al tema armi.
E la prima tappa di questa campagna a livello locale potrebbe essere in Lombardia, da qui a fine mese. Altra scelta niente affatto casuale visto che, come già raccontato dal Fatto, settimane fa il leader del Movimento e il suo staff hanno incontrato un’agenzia di comunicazione per ragionare di strategie in vista delle Politiche del 2027, e il primo consiglio ricevuto è stato quello di recuperare voti al Nord, dove a oggi il M5S è residuale quasi ovunque (esemplare il 2,2% nelle Regionali in Veneto del novembre scorso). Per questo Conte progetta una serie di iniziative nelle regioni sopra Roma, partendo dalla Lombardia, dove nelle prossime settimane apparirà anche in alcune televisioni locali. Nell’ultima supermedia dei sondaggi stilata da You Trend, il suo Movimento viaggiava poco sopra il 12%, ancora lontano da quel 15% che Conte ritiene alla sua portata. Per riavvicinarsi alla soglia, deve obbligatoriamente recuperare al Nord. Sperando nel contempo che Alessandra Todde regga in Sardegna – il Movimento è più che irritato per l’atteggiamento del Pd locale – e che Roberto Fico parta forte con la sua giunta in Campania.
Conte ha bisogno dei suoi due presidenti regionali per rilanciare la narrazione di un Movimento affidabile, di governo. Mentre i suoi continuano a chiedersi se Alessandro Di Battista scenderà in campo con la sua associazione Schierarsi. Sarebbe un concorrente diretto anche sul piano dei temi, visto il suo insistere contro il riarmo. Un’altra variabile sul cammino di Conte.
