CAIRO. PRESA DI POSIZIONE DEL SINDACO

Cairo M.
Termovalorizzatore, il sindaco di Cairo rispedisce al mittente l’invito lanciato dall’Ufficio del Liquidatore di Ferrania Technologies riguardo una possibile collocazione sulle aree della Marcella. Il sindaco Paolo Lambertini, è netto: «Capisco che per il liquidatore sarebbe una soluzione ottimale, ma ribadisco: non ci sono le condizioni perché Cairo ospiti un simile impianto, e tanto meno a Ferrania, dove la situazione vede, per scelte della precedente amministrazione, già insediamenti di un certo tipo. Che ora non creano problemi, ma potenzialmente impattanti e quindi non intendiamo, nemmeno ipoteticamente, appesantire la situazione».
Ancora più duri dal Coordinamento ambientalista: «Un termovalorizzatore venduto, come cerca di fare l’Ufficio del Liquidatore, come impianto “moderno e non impattante” è una mistificazione. Certo, renderebbe più appetibili porzioni importanti di aree oggi difficili da ricollocare. Ma anche in tale contesto l’inceneritore non è un progetto di reindustrializzazione, ma un’operazione che rischia di ipotecare il territorio per decenni».
Il presidente della Provincia, Pierangelo Olivieri, però, ammonisce: «È necessario fare un reale e concreto punto della situazione, al di là dei ragionamenti di pancia, magari sotto la costate pressione dei Comitati, per capire “cosa fare da grandi”. La visione dei Comitati, e non solo, che il futuro di questi territori sia da ricercare principalmente nella valorizzazione del settore ricettivo e dell’outdoor, pur essendo sindaco di un paese che punta anche su tali aspetti, non mi pare realistica. Un conto è impegnarsi in azioni e misure per la riqualificazione del territorio, con percorsi naturalistici, B&B, agriturismi, in zone che ne hanno la potenzialità, aprendo anche questa via di economia che in Val Bormida è relativamente nuova. Altro è affermare che tale ipotesi possa diventare la risorsa esclusiva o principale. Occorre quindi fare un punto realistico, che non significa essere favorevoli all’impianto, ma soppesare concretamente prima le direttrici possibili di sviluppo ed economia per la Val Bormida, e poi i punti a favore e a sfavore, ma non solo: serve un confronto chiaro con la Regione sulle possibilità di sviluppo di questo comprensorio. Parlo di tipologia di insediamenti, infrastrutture e sui servizi, scenario che difficilmente alcuni nuovi B&B potrebbero portare. La Val Bormida non può più vivere di inquinamento, ma neppure di slogan». m. ca.
