VIZIO DI FORMA NELL’ORDINANZA DEL COMUNE. IL SINDACO GARBARINI: ” PRONTO A RIFARLA”

Massimo Picone
Albisola Superiore
Con l’impugnazione presentata dall’associazione «Earth», il Tar ha parzialmente annullato per illegittimità l’ordinanza del sindaco di Albisola Superiore che incaricava la polizia regionale di procedere all’abbattimento dei cinghiali presenti in ambito urbano. Il Comune è stato, inoltre, condannato al pagamento delle spese legali pari a 650 euro.
«Ho emesso varie ordinanze, nel tempo, sulla materia – spiega il primo cittadino albisolese Maurizio Garbarini -. Si trattava di catturare gli ungulati presenti nell’ambito urbano e l’abbattimento perché, a causa della peste suina di cui tutti sono a conoscenza, non si potevano rilasciare nei boschi. Sono tre i motivi per i quali ho firmato le ordinanze: tutelare, soprattutto, la pubblica incolumità in seguito alle numerose segnalazioni di cittadini che erano incappati nei cinghiali, in particolare alla sera, in particolare quelli che accompagnavano i cani. Quindi il caso dei contenitori di rifiuti fatti a pezzi da questi animali e poi trascinati lungo i marciapiedi. E poi va tenuto in considerazione, che si tratta di una specie non domestica. Inutile ignorare questi fattori. Non sai mai che reazioni può avere, specialmente se in branco o in presenza con i cuccioli. Il provvedimento in questione aveva un vizio di forma, perché non comprendeva la temporaneità del dispositivo. Comunque non faremo ricorso. Ma se sarà necessario, si sappia, emetterò nuovamente la stessa ordinanza».
Dall’Osservatorio savonese animalista, rimarcano: «Non si tratta di un caso isolato. Sono ormai numerose le ordinanze di abbattimento dei cosiddetti “cinghiali urbani”, emanate da diversi Comuni e spesso fotocopia l’una dell’altra, che vengono sistematicamente annullate dai Tar di varie regioni. Le motivazioni sono sempre le stesse e inchiodano le amministrazioni pubbliche a una gestione improvvisata, superficiale e giuridicamente carente del problema. Emblematico, in tal senso, è anche il recente pronunciamento contro il Comune di San Lorenzo al Mare (Imperia), in cui il giudice parla apertamente di “eccesso di potere per difetto di motivazione e dei presupposti”, di “genericità della disposizione” e di “carenza di istruttoria”. Ma l’aspetto più grave è che il Tribunale contesta il mancato utilizzo dei metodi ecologici e non cruenti previsti dalla legge, prima di arrivare alla soluzione estrema delle uccisioni»
