La morte di Valentina Squillace a Savona non può essere archiviata come una tragica fatalità. È l’ennesima conferma di un problema strutturale che ad Albisola conosciamo fin troppo bene: il traffico pesante nei centri abitati è una bomba a orologeria, e chi governa ha scelto di non disinnescarla.

Il sindaco Maurizio Garbarini e la sua giunta amministrano Albisola da sei anni, in piena continuità con le amministrazioni precedenti. Sette anni dopo la morte di Ilvana Giusto, travolta da un Tir sulle strisce pedonali nel 2018, il bilancio è impietoso: nessuna scelta coraggiosa, nessuna misura strutturale, nessuna vera assunzione di responsabilità politica.

Nel frattempo i mezzi pesanti continuano ad attraversare il centro, diretti al porto di Savona, generando un rischio quotidiano per pedoni, ciclisti e residenti. Non si tratta di episodi isolati: negli anni si sono verificati altri incidenti, anche gravi. Eppure, di fronte a una situazione nota e documentata, l’Amministrazione ha preferito voltarsi dall’altra parte.

Ogni proposta avanzata dall’opposizione per ridurre concretamente il transito dei Tir è stata bocciata senza discussione. L’unica risposta della giunta Garbarini è stata una mini-ordinanza: il divieto di uscita dei mezzi pesanti solo nei fine settimana estivi. Un provvedimento di facciata, utile più ai comunicati che alla sicurezza delle persone.

Quando la pressione cresce, il copione è sempre lo stesso: Aurelia Bis, ribaltamento del casello, opere promesse da anni e ancora incomplete o ferme sulla carta. Grandi annunci dietro cui si nasconde l’inerzia politica. Nel frattempo, però, i cittadini continuano a vivere tra Tir, attraversamenti pericolosi e paura.

Questa Amministrazione dimostra ogni giorno di essere lontana dai bisogni reali della città. Manca il coraggio di decidere, manca la volontà di assumersi responsabilità, manca una visione che metta al centro la sicurezza e la qualità della vita. Governare significa scegliere, anche quando le scelte sono scomode. Garbarini e la sua giunta, invece, hanno scelto l’immobilismo.

La sicurezza non può essere rinviata a opere future, né sacrificata sull’altare della propaganda. Continuare a far finta di nulla significa accettare che il rischio diventi normalità. E questa non è più una semplice inefficienza amministrativa: è una precisa responsabilità politica.