Traffico di sostanze dopanti: quattro arresti Ad Albissola c’era il laboratorio clandestino

massimiliano rambaldi
albissola marina
Due persone in carcere e altre due con l’obbligo di firma, il sequestro di 20mila euro in criptovalute e poi fiale, farmaci e di un laboratorio clandestino ad Albissola. Si tratta del risultato dell’indagine della procura di Savona, con i carabinieri del NAS di Torino e Genova sul commercio di sostanze dopanti prive di autorizzazione, con l’accusa di immissione in commercio illecito di farmaci anabolizzanti.
Le indagini inquadrano l’ultima frontiera del doping, cioè l’impiego e il commercio di sostanze di tipo sarms e ormoni peptidici. Sono prodotti farmacologici vietati in qualsiasi contesto, anche al di fuori delle competizioni sportive in quanto all’interno della lista dell’agenzia mondiale antidoping, Sono sostanze di ultima generazione, oggi impiegate nel settore farmaceutico per uso esclusivamente sperimentale, che studi scientifici attestano possano provocare rilevanti controindicazioni ed effetti collaterali. Recentemente si è registrato un preoccupante aumento della richiesta dell’utilizzo di tali sostanze, specialmente in ambito sportivo. Secondo quanto accertato dalle indagini, i prodotti dopo essere stati illecitamente importati dalla Cina venivano confezionati e assemblati in un laboratorio clandestino ad Albissola Marina e messi in vendita mediante l’utilizzo di un sito internet denominato Alkemyalabs. Venivano venduti anche attraverso l’omonima società, formalmente registrata in Olanda ma di fatto operativa in Italia dal 2021. È stato possibile individuare i flussi di importazione delle materie prime provenienti da canali extraeuropei, in parte sequestrati e sottoposti ad analisi.
Indagini, svolte anche attraverso intercettazioni telefoniche telematiche, hanno consentito di individuare una banda criminale composta da due soggetti fondatori amministratori della società, che si occupavano degli acquisti di materie prime, delle spedizioni, dell’assemblaggio e della successiva vendita delle sostanze dopanti. Coinvolti anche un consulente informatico che si occupava della gestione del sito internet e i genitori di uno degli organizzatori che avevano preso in affitto un garage di Albissola Marina, adibito a laboratorio clandestino e avevano poi acconsentito a ricevere nella loro abitazione le sostanze debitamente portate dalla Cina da parte del figlio. Predisposto il sequestro preventivo di circa 150.000 euro, del sito internet, di tutti i beni immobili e mobili utilizzati per commettere i reati ipotizzati, tra cui il garage di Albissola Marina e un ufficio Varazze. Sequestrate anche circa 20.000 euro in cripto valute. Sequestrate anche cinque apparecchiature farmaceutiche e 3 chili di principi farmacologici attivi, 6000 ampolle, 500 fiale già preparate, 2000 inalatori e 15.000 pastiglie. Gli Indagati si sono fatti della facoltà di non rispondere. —