ALBISOLA
Il compianto Franco Orsi lo aveva detto chiaro quando era sindaco di Albisola Superiore: «Se c’è una concentrazione elevata di mezzi pesanti in mezzo alle persone che camminano in centro città, la probabilità di un incidente aumenta in modo esponenziale».
Due persone hanno perso la vita ad Albisola negli ultimi anni in incidenti praticamente uguali a quello che martedì a Savona ha strappato alla vita a Valentina Squillace. Entrambi si sono verificati in corso Mazzini, nel pieno centro, ed entrambi hanno fatto esplodere la protesta degli albisolesi. Le vittime, nel 2018 e nel 2023, stavano attraversando la strada davanti a un camion fermo in coda proprio nel momento in cui stava ripartendo. In entrambi i casi, gli autisti non si erano accorti della loro presenza in quanto si trovavano fuori dalla loro visuale, davanti al paraurti. Due anni fa era deceduta Anna Maria Corti, 88 anni, originaria di Genova, ma residente ad Albisola, investita mentre attraversava la strada all’altezza della caserma dei carabinieri.
Nel 2018 Ilvana Giusto, 71 anni, era morta sotto alle ruote di un autoarticolato a pochi metri dall’incrocio fra corso Mazzini e l’Aurelia. Nel mezzo, tanti altri incidenti meno gravi per lo stesso motivo. 
Orsi, come era solito fare, aveva detto le cose come stanno: «Non è un problema di velocità, ma di affollamento. Se un tir viaggia su un’autostrada deserta non ci sono rischi particolari, se la folla cammina in un’isola pedonale idem. Ma decine di persone che si muovono in mezzo a decine di camion diventano un mix esplosivo». I dati sommari dei transiti dal casello albisolese sono impressionanti. In media sono quasi quattro milioni i veicoli che ogni anno varcano la barriera in entrata e in uscita. Di questi 250mila sono camion e bus che imboccano la A10 ad Albisola e altrettanti ne escono.
G. V.