Emanuele Rossi
Questa settimana la giunta regionale darà incarico all’ Arlir, l’Agenzia regionale per i rifiuti, di procedere con la pubblicazione del bando per raccogliere le manifestazioni di interesse alla costruzione dell’impianto per chiudere il ciclo dei rifiuti. Marco Bucci lo aveva annunciato: «Se non si fa avanti nessun comune, procediamo lo stesso entro fine anno». E così sarà: nonostante il tavolo di confronto aperto da mesi con i comuni della Valbormida e l’attività parallela nei confronti di Genova e dei comuni della Valpolcevera, non ci sono state disponibilità manifeste ad ospitare sul territorio quello che con ogni probabilità sarebbe un termovalorizzatore: l’opzione alternativa del “waste to chemicals” sembra infatti più difficile da attuare per le condizioni liguri. 
Il bando che cambia
Tocca all’Agenzia dei rifiuti diretta da Monica Giuliano, quindi, che il bando ce lo ha pronto da mesi: ma non ricalcherà i requisiti dello studio che la stessa agenzia aveva commissionato ormai due anni fa al Rina: secondo le indiscrezioni che filtrano dalla Regione il bando infatti prevederà anche la possibilità di realizzare un impianto di dimensioni inferiori, adatto a trattare un massimo di 240 mila tonnellate (contro le 320 mila che erano state ipotizzate in precedenza per garantire una redditività maggiore). 
La capacità di 240 mila tonnellate da “valorizzare” (trasformare in energia e combustibile) è comunque sufficiente per la Liguria e rimetterebbe in gioco anche il sito di Scarpino, dove Amiu e Iren hanno bloccato i lavori di realizzazione dell’impianto Tmb (trattamento meccanico biologico) dopo avere messo in sicurezza l’area con le palificazioni, proprio per valutare la possibilità di virare sul termovalorizzatore.
Una volta che il bando sarà aperto, quindi, a partecipare potranno essere le aziende interessate alla costruzione e alla gestione in concessione di questo tipo di impianti, ma non viene meno il requisito del via libera da parte del Comune ospitante. Non si sa ancora, invece, quanto tempo resterà aperta la ricerca di manifestazioni di interesse.
Amiu, verso il nuovo Cda
È chiaro che la vicenda si intreccia con le sorti di Amiu: l’azienda dei rifiuti genovesi si era già autocandidata in passato (con Bucci sindaco) a partecipare, visto che gestisce la maggior parte dei rifiuti in Liguria e ha bisogno di rafforzarsi sul fronte degli impianti per non dipendere dalla disponibilità di quelli fuori regione. Ma le intenzioni della Regione sembravano tagliare fuori la possibilità di realizzare l’impianto nell’unico sito possibile a Genova, quello di Scarpino. Nel frattempo, si è insediata la nuova giunta comunale e a fine novembre si è dimesso in blocco il Cda di Amiu. 
Il 4 dicembre scadevano i termini per presentare le candidature al nuovo consiglio di amministrazione e questa settimana dovrebbe essere quella decisiva per la nomina della nuova governance dell’azienda: il nuovo consiglio si riunirà il 22 o il 23 dicembre. 
Le indiscrezioni danno sempre in pole position per la presidenza il commercialista genovese Paolo Macchi, mentre come consiglieri dovrebbero entrare l’ex direttrice scientifica di Arpal Rossella D’Acqui, il professore dell’Università di Genova Maurizio Conti (che ne aveva fatto parte anche in passato). E a garantire la continuità in quota Città metropolitana la consigliera uscente Giovanna Damonte. 
Il nuovo Cda si troverà quindi subito di fronte alla scelta delle scelte: che fare di fronte al bando regionale per un impianto di fine ciclo dei rifiuti in Liguria? Un tema che non può non avere riflessi politici: come ha ammesso candidamente la sindaca Silvia Salis nella sua maggioranza ci sono forze nettamente contrarie come Avs e M5S. Ma pure nel Pd abbondano gli scettici e i primi paletti sono stati messi dal segretario regionale Davide Natale: «Se si vuole fare un impianto a valenza regionale non si può pensare che sia un problema di un comune», aveva spiegato a questo giornale.
In Valbormida, l’altra possibile localizzazione per l’impianto individuata dallo studio preliminare del Rina (in tutto erano 5, comprese anche Vado e l’alta Val polcevera) da mesi il tema tiene banco nei consigli comunali con proteste fuori dai municipi. E una petizione «contro l’inceneritore» ha raccolto più di 4 mila firme. 
Tari, domani la scadenza
Scadono domani i termini per il pagamento del saldo della Tari, inviato nei giorni scorsi nelle cassette postali a migliaia di genovesi. Amiu ha pubblicato sul proprio sito una guida pratica alla lettura del bollettino e al pagamento. Dopo numerose segnalazioni di presunti errori (in realtà in molti casi si trattava di una errata lettura del tributo ambientale per la provincia e delle componenti perequative indicati nella bolletta) anche il Comune nei giorni scorsi ha voluto ribadire con una nota ufficiale che «tutti i conteggi, contenuti nei bollettini Tari per il pagamento del saldo, entro il 16 dicembre, sono corretti. L’amministrazione smentisce quanto diffuso in queste ore tramite WhatsApp e social circa errori di saldo. La comunicazione fake è generata da fonte anonima». —