LA REGIONE HA CONFERMATO LA PUBBLICAZIONE DEL BANDO PER LE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE “A CAIRO NON CI SONO LE CONDIZIONI NEMMENO PER SEDERSI AD UN TAVOLO E DISCUTERE DI PROGETTI”

mauro camoirano
cairo montenotte
«Il termovalorizzatore non verrà a Cairo». Il sindaco Paolo Lambertini non lascia nulla al caso di fronte alla notizia che la Regione conferma la pubblicazione del bando per le manifestazioni di interesse entro la fine del mese. «Ho sempre dichiarato, anche se spesso strumentalizzato, che a Cairo non ci sono le condizioni ambientali per ospitare un simile impianto. E più in generale impianti chimici che potrebbero avere, in teoria, un certo impatto ambientale sommati a una situazione già non ottimale. Una linea chiara, non come quella del Pd che sosteneva Pegaso sì ma termovalorizzatore no. E visto che non mi pare che la situazione di Cairo sia soddisfacente, pur migliorata rispetto al passato, il mio è un no netto».
Il primo cittadino prosegue: «Capisco che ciò possa essere una delusione per chi, come Ferrari e Briano hanno ultimamente puntato tutto su questo impianto, come se Cairo si riducesse solo a questo. Ma è quello che ho sempre affermato. Non sta a me, né è di competenza del Comune, dire come la qualità dell’aria debba ancora migliorare, o cosa fare rispetto a certi insediamenti. Questa amministrazione ha già fatto quello che le precedenti non hanno mai fatto, individuando la fonte di inquinamento, impegnandosi in lunghe battaglie giudiziarie, ottenendo prescrizioni. Come non spetta al Comune di Cairo dare giudizi o alternative a uno studio del Rina che individua come idonee aree che si stanno rivelando, invece, problematiche. Quello che compete al Comune è dire che, se il bando sarà pubblicato entro la fine del mese, come ribadito dalla Regione, a Cairo non ci sono le condizioni nemmeno per sedersi ad un tavolo e discutere di eventuali progetti».
Posizione che, però, non basta, evidentemente, a rassicurare i gruppi di opposizione, con Briano, capogruppo di “+Cairo” pronto a riportare in Consiglio la richiesta di un referendum consultivo che dia la parola ai cairesi. Richiesta condivisa anche da Alberto Poggio (Pd), dello stesso gruppo. I tempi però sarebbero ormai troppo stretti vista l’imminente pubblicazione del bando. L’idea sarebbe sostenuta anche dall’altro gruppo di minoranza, “Cairo in Comune”, dove Lisa Tortarolo sottolinea che «rispetto alla prima bocciatura di tale richiesta da parte della maggioranza Lambertini, i tempi, la sollevazione popolare, sono cambiati e sarebbe opportuno dare la parola anche ai cittadini». Mentre dal Pd il segretario cittadino Nicolò Lovanio chiarisce: «Il partito sta già lavorando con il Coordinamento per il No nel raccogliere le firme contro tale impianto, quella del referendum può comunque essere un’altra strada».
Perplesso Lambertini: «La dimostrazione che per alcuni è prioritaria la polemica, il consenso, la visibilità rispetto al merito della questione, vista la posizione del Comune che ho ribadito. E poi tecnicamente, cosa dovremmo chiedere nel referendum? Volete o non volete il termovalorizzatore brutto, sporco e cattivo? Come potremmo preventivamente informare i cittadini, perché possano esprimersi con coscienza, non avendo nemmeno un progetto o sapendo la zona scelta o la società? Per questo abbiamo cercato comunque di approfondire l’argomento nel tavolo tecnico». Replica Briano: «A dire il vero è quello che ha fatto la Regione finora, chiedendo un assenso preventivo al buio dal Comune disposto ad ospitarlo senza che se ne sappia nulla nel merito».