LA REGIONE LIGURIA PRONTA AD ASSEGNARE LO SFRUTTAMENTO DELLA FONTE ARGENTIERA ALTA VAL D’OLBA SI TROVA TRA URBE E SASSELLO ED È UN GIACIMENTO DI ACQUA MINERALE NATURALE DA 200 MILA LITRI AL GIORNO

Massimo Picone
Una potenziale cassaforte colma d’oro, da anni giace sigillata nell’entroterra savonese dell’estremo Levante. Si tratta di una fonte d’acqua da 200 mila litri giornalieri. Ora la Regione Liguria ha indetto una gara per l’individuazione dei soggetti assegnatari delle concessioni per lo sfruttamento del giacimento dell’acqua minerale naturale della fonte denominata «Fonte Argentiera Alta Val D’Olba». 
La stessa di trova tra Urbe e Sassello. La sorgente è situata nel territorio sassellese in località Tenuta Bugastrella, ad una quota di 1100 metri, mentre gli impianti collegati alla condotta idrica, lunghi per circa 8 chilometri, si trovano a valle nell’antica area di stoccaggio e di imbottigliamento situata già nella zona industriale di Urbe. 
La capacità giornaliera, come detto, è di circa 200 mila litri. Il residuo fisso delle ultime analisi, riportava un valore di poco superiore a 13 mg/l (calcio 1 mg/l). Il bando riguarda la concessione per lo sfruttamento del giacimento di acqua minerale denominato «Fonte Argentiera Alta val d’Olba», per 271 ettari e una durata di trenta anni. L’importo di gara è pari 365 mila e 850 euro (Iva esclusa), con aggiudicazione a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Per presentare le domande, c’è tempo fino al primo dicembre prossimo. Inutile aggiungere che la ripresa dell’attività sarà importante per la crescita del lavoro e per lo sviluppo imprenditoriale di questa parte entroterra tra la Valle Erro e Orbasca. Nell’aprile 2021 sembrava tutto già pronto per la ripartenza. All’epoca fu addirittura eseguita la campionatura della fonte con i tecnici di Regione, Asl2 e Dipartimento di biochimica dell’Università di Camerino, il centro studi specializzato che si trova in provincia di Macerata. 
Qualche anno prima il marchio «Acqua del Faiallo» era stato acquistato dall’imprenditore italo-monegasco Claudio Melotto, già proprietario della Comenii Aquae Srl, il quale si era aggiudicato la concessione trentennale sulla fonte Argentiera Alta Val d’Olba, in località Sambù. E l’azienda stava compiendo i primi passi per arrivare a imbottigliare e commercializzare l’acqua. Poi il decesso di Melotto, avvenuto nell’agosto 2023, fece nuovamente cadere nel limbo il progetto. Pochi anni prima, eravamo nel marzo 2017, fu siglata in Regione la concessione trentennale per l’utilizzo delle sorgenti di Urbe-Sassello, comunemente denominate «Acqua del Faiallo» appellativo mutuato dal nominativo dell’ultima azienda che utilizzò le fonti e lo stabilimento di località Sambù. 
L’accordo per l’assegnazione fu firmato congiuntamente dai due sindaci Daniele Buschiazzo (Sassello) e Fabrizio Antoci (urbe), perché le falde si trovano al confine territoriale dei due centri, dal dirigente regionale Paolo Sottili e proprio da Claudio Melotto, l’imprenditore milanese che operava a Montecarlo. L’uomo d’affari, nell’occasione, dichiarò che, oltre alla necessaria completa riqualificazione dei fabbricati e degli impianti di captazione e condotte dopo anni di abbandono, intendeva creare una struttura didattica permanente in collaborazione con le scuole del territorio. Inoltre, Melotto voleva comporre uno staff di tecnici per svolgere studi sugli impatti meteorologici nell’entroterra. Infine, in caso di emergenze idriche, si era anche offerto a fornire l’acqua necessaria alle autobotti inviate dagli enti locali di Sassello e Urbe. —