
Ai suoi l’ex premier lo ripete da giorni: “Il referendum sulla separazione delle carriere lo vinceremo, perché a gennaio si aprirà una nuova fase politica. La gente si renderà conto di quanto sia inadeguata questa manovra finanziaria e il governo calerà nei consensi”. Ma il Giuseppe Conte che considera aperta la partita sulla Giustizia sa pure che dopo le Regionali del 23 e 24 novembre, il Movimento dovrà accelerare. Sulla riorganizzazione, innanzitutto.
Dapprima con la nomina dei vicepresidenti, e subito dopo del comitato di garanzia e dei coordinatori territoriali. Ma anche e specialmente sulle parole d’ordine. Perché “salario minimo e Reddito di cittadinanza non bastano più” riconoscono alcuni maggiorenti del M5S. Servono nuove bandiere. Partendo dalla sicurezza, su cui Conte insiste da settimane perché “i cittadini si stanno rendendo conto che i centri in Albania sono solo un enorme spreco” è il ragionamento. Ma anche allargando a un altro argomento centrale come quello della casa e delle politiche abitative, su cui alcuni contiani doc – l’ex capogruppo Francesco Silvestri – lavorano già da tempo. Per arrivare al fisco, come dimostra anche l’apertura di ieri del sito del Movimento contro “il governo delle tasse”. Anche se nel tema rientra anche quella patrimoniale che a Conte non piace come concetto e soprattutto slogan, ma su cui l’ormai ex vicepresidente Chiara Appendino punta forte sfidandolo da sinistra, consapevole che la proposta non dispiace affatto ad altri 5Stelle. Strategie e problemi diversi per il leader del M5S, che in questi giorni si divide tra Campania e Puglia per gli ultimi scampoli di campagna elettorale. “Dai territori arrivano segnali positivi” giurano i 5Stelle. Tradotto: Roberto Fico può vincere anche con buon margine. “E la nostra lista campana dovrebbe arrivare sopra quella di De Luca” calcolano, e soprattutto sperano nel M5S, perché arrivare sopra il presidente uscente sarà fondamentale per gestire il tavolo per la futura giunta.
Da qui arriva l’obiettivo di arrivare al dieci per cento in Campania – complicato, considerato che la lista di Fico drenerà voti – e in Puglia (possibile, dicono), per ottenere deleghe di peso dal futuro presidente dem Decaro. Ma ovviamente l’essenziale sarà eleggere Fico presidente, aggiudicando così al Movimento la sua seconda regione dopo la Sardegna di Alessandra Todde. Subito dopo, cioè entro Natale – ma c’è chi paventa uno slittamento a gennaio – Conte dovrà ricomporre il Consiglio nazionale, di fatto scaduto dopo la sua rielezione a presidente lo scorso mese. E partirà dai vicepresidenti, che dovrebbero restare cinque. Certa la riconferma come vicaria di Paola Taverna, assieme a quelle di Mario Turco e Michele Gubitosa, vanno trovati i sostituti del capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi e di Chiara Appendino, dimessasi polemicamente lo scorso ottobre.
Al posto di Ricciardi sembra ormai certo l’arrivo di Stefano Patuanelli, che lascerà il ruolo di capogruppo in Senato (dovrebbe subentrargli il genovese Luca Pirondini). Mentre per rimpiazzare Appendino si fanno due nomi, Vittoria Baldino e la presidente della Vigilanza Rai, Barbara Floridia. Un derby nel quale a favore di Baldino gioca il suo essere deputata, mentre con Floridia si avrebbe una netta preponderanza di senatori nella cinquina. “Ma Giuseppe non ha ancora deciso, Barbara è stimatissima” spiegano fonti qualificate.
Di sicuro bisogna fare in fretta per ricomporre il Consiglio nazionale, che tra gli altri compiti dovrà proporre agli iscritti una rosa di almeno sei nomi da cui scegliere i tre del comitato di garanzia: organo di reclamo contro i procedimenti disciplinari, e che esamina tutti i regolamenti, dotato del potere di sfiduciare – all’unanimità – perfino il presidente del M5S, cioè Conte. A presiedere il comitato era Fico, coadiuvato dall’ex senatrice Laura Bottici e da Virginia Raggi. Al suo posto Conte vorrebbe il fidato Ettore Licheri, già capogruppo in Senato. Nell’attesa, oggi le assemblee regionali degli iscritti voteranno un rappresentante aggiuntivo nel Consiglio per ogni circoscrizione – Nord, Centro, Sud, Isole – e i sindaci sceglieranno il proprio delegato. Votazioni interne, per strutturarsi. Prima di un altro lungo anno per i 5Stelle.
