LA MINORANZA HA CHIESTO CHE IL TEMA INCENERITORE VENGA DISCUSSO IN ASSEMBLEA MA IL SINDACO NON SI SCOMPONE: «NEGLI ULTIMI MESI NON È CAMBIATO PROPRIO NULLA”

mauro camoirano
cairo m.
Termovalorizzatore protagonista del prossimo Consiglio comunale di Cairo che verrà convocato entro la fine del mese. Il caso fa discutere da settimane, ma il sindaco di Cairo Lambertini non si scompone. «La minoranza chieda la convocazione di un Consiglio e la Regione si appresti pure a pubblicare bandi. Sulla base di che cosa, però, mi piacerebbe saperlo. Per quanto ci riguarda in questi mesi non è cambiato nulla».
Non sarà comunque un Consiglio straordinario monotematico, come richiesto dalla minoranza, in un’azione promossa da “+Cairo” e sostenuta anche da “Cairo in Comune”. Il punto inceneritore sarà inserito all’interno di un normale ordine del giorno. 
Commenta il capogruppo di opposizione Fulvio Briano: «Se il sindaco vuole mettere un punto fondamentale come l’inceneritore in mezzo ad altri temi di discussione, possiamo sottolinearne la poca opportunità, ma non certamente impedirlo. L’importante è che il Consiglio venga convocato entro i 20 giorni dalla nostra richiesta. Ci pare evidente che qualsiasi decisione non possa essere delegata al singolo sindaco, come vorrebbe la Regione, ma deve essere condivisa da tutto il Consiglio comunale. L’assemblea è istituzionalmente adeguata per affrontare tale questione, e non altri luoghi, o corridoi del potere o dei sussurri. Mi pare che sia chiaro che è quello che i cittadini, con un fronte contrario sempre più largo, ci chiedono».
Replica il sindaco Paolo Lambertini: «Io non frequento corridoi, così come non frequento piazze, anche se mi pare che certa politica e certi comitati pretendano, contraddicendo lo stesso Briano, che la piazza sia il luogo in cui decidere attraverso slogan».
Il ragionamento da sempre sostenuto da Lambertini è abbastanza chiaro. In sostanza Lambertini dice: se con l’operazione termovalorizzatore trovo il modo di migliorare la situazione ambiantale riducendo il livello di inquinamento legato agli insediamenti sul territorio di Cairo, s può discutere. Magari mettendo sul piatto richieste di spessore che, altrimenti, Cairo e la Val Bormida non otterrebbero mai.
Ma proprio partendo da tale equazione, lo stesso Lambertini evidenzia le proprie perplessità: «Si sente dire che la Regione voglia pubblicare il bando entro la fine dell’anno, ma noi abbiamo posto sin da subito come pregiudiziale un netto miglioramento dell’attuale scenario ambientale. Non vedo accordi di programma o proposte su come ciò potrebbe accadere. Come può la Regione pretendere, allora, un diverso atteggiamento da parte nostra?».
Ancora Lambertini: «La Regione, almeno sino alla recente generalizzata minaccia di espropri, ha sempre detto che ci deve essere preventivo assenso del Comune ospitante. Immagino che significhi che le società interessate, prima di farsi avanti, e di spendere non pochi quattrini per progetti e rispondere alla manifestazione di interesse, devono contattare il Comune coinvolto per spiegare che tipo di impianto intendono appunto proporre, dove, con quale mezzi di trasporto, con quali ricadute. Ma finora nessuno ci ha contattati». Non solo: «Mi pare che anche nel chiedere ai colleghi sindaci quali richieste mettere sul piatto a favore del comprensorio, in molti ormai siano ostaggio della piazza, del timore di perdere il consenso, e non vogliono discuterne».
Un clima, secondo Lambertini, «figlio di una certa ipocrisia ambientalista di chi per tanti anni non si è mai preoccupata dei veri problemi ambientali, ed ora è sulle barricate». —